MANIFESTO

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come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

sabato 10 dicembre 2011

Sacco e Vanzetti

il film di Giuliano Montaldo interpretato da Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla. 1920, Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco sono arrestati perché in possesso di armi da fuoco e volantini anarchici. dopo tre giorni vengono accusati di avere commesso una sanguinosa rapina a South Baintree, Boston. ma la loro vera unica colpa è di essere poveri e italiani. processati e condannati, moriranno assassinati sulla sedia elettrica. nella democratica america. solo nel 1977 la giustizia ammetterà le proprie colpe.

Dal Corriere della Sera del 23 agosto 2002:

"Esattamente 75 anni fa, il 23 agosto 1927, alle ore 0,19 veniva giustiziatosulla sedia elettrica Nicola Sacco. Alle 0,26 toccava a Bartolomeo Vanzettisubire lo stesso destino. Ma la storia di Sacco e Vanzetti, i due emigrati italiani accusati negli Stati Uniti di aver preso parte ad una rapina uccidendo un cassiere e una guardia nonostante le prove evidenti della loro innocenza, non si chiudeva con la loro esecuzione.
MARTIRI RIABILITATI - Una storia di ordinaria ingiustizia, che divenne qualcosa di più grande e simbolico. Come lo stesso Bartolomeo Vanzetti comprese, quando rivolgendosi alla giuria che lo condannò alla pena di morte, disse: «Mai vivendo l'intera esistenza avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini». Il destino dei due anarchici italiani, capri espiatori di un'ondata repressiva lanciata dal presidente Woodrow Wilson contro la «sovversione», non solo smosse le coscienze degli uomini dell'epoca, ma come un fantasma continuò ad agitare l'America per decenni. Finché nel 1977, cinquant'anni dopo la loro morte, il governatore del Massachusetts Michael Dukakisriconobbe in un documento ufficiale gli errori commessi nel processo eriabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.
NICK E BART - Bartolomeo Vanzetti, «Tumlin» per gli amici, nacque nel 1888 a Villafalletto nel Cuneese (che ieri ha commemorato Vanzetti nel cimitero del paese), figlio di un agricoltore. A vent'anni entra in contatto con le idee socialiste e, dopo la morte della madre Giovanna, decide di partire per l'America, miraggio di una vita migliore per gli italiani dei primi del Novecento. Stabilitosi nel Massachusets, milita in gruppi anarchici e nel 1917, per sfuggire all'arruolamento, si trasferisce in Messico. È qui che stringe amicizia con Nicola Sacco, pugliese, classe 1891. Da allora, Nick e Bart diventano inseparabili e frequentano i circoli anarchici.
L'ARRESTO - Il 5 maggio 1920 Nick e Bart, come li chiamavano in America, vengono arrestati perché nei loro cappotti nascondevano volantini anarchici e alcune armi. Tre giorni, i due vengono accusatianche di una rapina avvenuta a South Baintree, un sobborgo di Boston, poche settimane prima del loro arresto, in cui erano stati uccisi a colpi di pistola due uomini, il cassiere della ditta - il calzaturificio «Slater and Morrill» - e una guardia giurata.

LA CONDANNA - Dopo tre processi, i due italiani vengono condannati a morte nel 1921 nonostante contro di loro non ci sia nessuna prova certa, ma addirittura la confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros che ammette di aver preso parte alla rapina e di non aver mai visto Sacco e Vanzetti. E a nulla valsero neppure la mobilitazione della stampa, la creazione di comitati per la liberazione degli innocenti e gli appelli più volte lanciati dall'Italia.
CANZONI E FILM - Assassini per l'America, martiri per l'Europa, Sacco e Vanzetti sono stati celebrati da cantanti e registi. Nel 1946-47 (ma uscì nel '64), Woody Guthrie, il più famoso folksinger americano, pubblicò «Ballads of Sacco e Vanzetti», un lp in cui celebrava il ricordo dei due italiani, simbolo dell'ingiustizia. Anche il cinema ha ricordato la loro storia con un film italo-francese di Giuliano Montaldo del 1971.Due indimenticabili Gian Maria Volontè e Riccardo Cucciolla vestono i panni dei loro corregionali Vanzetti e Sacco, protagonisti di una pellicola divenuta presto un cult grazie anche alla colonna sonora musicata da Ennio Morricone e interpretata da Joan Baez, autrice dei testi. «Voi restate nella nostra memoria con la vostra agonia che diventa vittoria»: sono le parole di «Here's to you» che, insieme alla «Ballata per Sacco e Vanzetti», è entrata nel repertorio internazionale della canzone d'autore sollevando le coscienze negli Usa su un caso da molti dimenticato."
(Corriere della Sera, 23 agosto 2002)


"Possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee. Esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te. Ricorda, figlio mio, la felicita' dei giochi...non tenerla tutta per te...Cerca di comprendere con umilta' il prossimo, aiuta il debole, aiuta quelli che piangono, aiuta il perseguitato, l'oppresso: loro sono i tuoi migliori amici." (dall'ultima lettera di Nicola Sacco)


http://www.youtube.com/playlist?list=PLF166530BC9F68D9D&feature=view_all
aggiungo il link per scaricare il film in formato DVD da fileserve. (la registrazione al sito ddlhits.com è gratuita)