MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

domenica 15 gennaio 2012

HC - Charles Manson - L'Uomo Che Terrorizzò Il Mondo

amo le eccezioni e il male mi affascina, come eccezione all’ordinario legittimato. male parole, mali pensieri e male azioni. tutti ne compiamo e accarezziamo più o meno segretamente l’idea di metterli in pratica. ci fermano gli insegnamenti ricevuti, oppure il buon senso e l’empatia verso l’altro. alcuni individui, invece, non riconoscendo autorità superiori alla propria, vanno fino in fondo e mettono in atto le loro fantasie sinistre. tra questi, una parte rientra nella categoria degli psicopatici. agiscono inconsapevolmente, incapaci di dare valore a termini quali giusto e sbagliato. altri sanno bene la differenza tra bene e male e volutamente l’ignorano per varcare la sottile linea del non ritorno. tutti praticano il delitto, infliggono il male, disempaticamente. considero avvincenti tali personalità, non per questo da imitare, ma certo da studiare. la sezione “menti criminali” raccoglie filmati, documentari, inchieste, su serial killer, banditi e tutti quegli individui che hanno scritto con caratteri di tenebra il loro nome nello stanco libro della storia dell’uomo. inaugura la sezione l’unico documento filmato che sono riuscito a trovare su Charles Manson, nome  a tutt’oggi ancora innominabile, persino nei contesti che trattano nello specifico di assassini seriali e morti ammazzati. la docu-fiction ripercorre la vita di Charles Manson e della sua "famiglia" nello Spahn Ranch fino alla tragica notte del 9 agosto 1969, quando alcuni suoi adepti irruppero nella casa di Sharon Tate e Roman Polanksi massacrando tutti i presenti. poi gli arresti, i processi e le condanne. la storia viene raccontata da una ex seguace di Manson, dalla sorella della Tate e da Vincent Bugliosi, pubblico ministero nel caso ed è passata su History Channel. lo so, avrei preferito anche io che ne avessero parlato su “La Linea d’Ombra” di Rai Due o Lucarelli, in un bel Blu Notte, ma non si può avere tutto dalla vita. un’ora e mezza di ricostruzioni accurate, nelle quali Manson appare in tutta la sua istrionica capacità plagiatrice, capace di assoggettare le menti malleabili di giovani sognatori, per mettere in atto i propri scopi delittuosi. furti e rapine, ma anche brutali omicidi. Charley Manson era un affabulatore, un affascinante psicopatico, brillante cantautore e ancora oggi il suo nome evoca moti così inquietanti, a distanza di quarant’anni, da rappresentare  una vetta (o un abisso) impronunciabile. si parla dei fratelli Savi, di Jeffrey Dahmer, di Andrej Chikatilo e sempre con raccapriccio, ma di lui niente, non appena affiora il suo nome, la coscienza si ritira e lo si ricaccia in fondo. forse le sue azioni sono rimaste così vividamente impresse nell’immaginario collettivo perché avvenute negli anni sessanta a Los Angeles, nella stessa California del movimento hippy, che esaltava l’ amore universale, la tolleranza e la pace. a San Francisco esplodeva il flower power e contemporaneamente, in un ranch appena fuori dalla città degli angeli, un carismatico profeta giocava perversamente con le menti rese malleabili dalla droga psichedelica di giovani innocui e li trasformava in feroci assassini. i bambini di Manson. da vedere, prima che youtube cancelli tutto per motivi di copyright.