MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

martedì 17 gennaio 2012

IRAN (Is not the problem)

un documentario che fotografa una delle infinite visioni attribuibili alla storia della questione medio-orientale. non è l'unica, non è la mia sola, di sicuro non è la più diffusa dai mezzi di comunicazione e dai libri di scuola. come quest'ultime è arbitraria e io credo valga la pena di darci un'occhiata. buona visione, in memoria di tutti gli innocenti iraqeni morti di embargo fino al 2003, anno in cui hanno pensato bene di sostituirlo con le più efficaci e scenografiche bombe all'uranio impoverito. uno stato sovrano. come l'Iran. come la Libia. fino all'altro giorno gli stati europei commerciavano normalmente con Gheddafi, poi all'improvviso è diventato un dittatore intollerabile. da cancellare. tutti a interessarsi delle sorti del popolo libico. non vi fa strano? adesso è la volta di Ahmadinejad? funziona così? indovina chi. via uno sotto l'altro? a chi si cala le brache per primo? altrimenti antipasti di shrapnel e granite sparate col lanciarazzi? non ci serve lo scontro di civiltà. più che altro, non esiste.
http://www.youtube.com/playlist?list=PLB1AA904890274242