MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

sabato 4 febbraio 2012

L'accerchiamento: la democrazia nella rete del neoliberalismo

il documentario, apertamente di parte, spiega come il libero mercato sia diventato il regolatore di tutte le attività della società moderna. dalla politica all’istruzione, dalla cultura financo allo sport!? la subordinazione delle azioni umane alla logica del mercato è una sorta di caposaldo inattaccabile, che molto ha in comune con una dittatura. pensiamo anche ai partiti politici. sempre più simili, indifferenziati. leggiamo i programmi di chi sta e destra e di chi sta a sinistra – maledetta sia questa dicotomia, giustiziera di ogni fantasia laterale. le differenze sono minime. ciò che rende un disegno degno di esistere, ormai, è la sua competitività commerciale. su questo non ci si scontra più. è dato per assunto. per tutti coloro che considerano ovvia questa deriva: credeteci o no, non è sempre stato così, ma proprio per niente. anzi, il periodo in cui la genuflessione alla dittatura del libero mercato ha assunto valore di comandamento, è una misera goccia nel mare della storia dell’uomo. senza scomodare quella ben più estesa dell’universo. sveglia e buona visione.