MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

lunedì 26 marzo 2012

India Matri Bhumi di Roberto Rossellini

torno a scrivere sul blog dopo qualche problema di linea telefonica e poca voglia di dire qualche cosa. questa volta vorrei invitarvi tutti al viaggio. genericamente e nessuno escluso. non importa dove, con chi, per un mese o un anno, in Indocina o in Umbria. purché si vada incontro all’ignoto, ogni destinazione è perfetta. non considero importante nemmeno l’atteggiamento. andatevene dai soliti posti e basta, con entusiasmo, con rabbia, con fastidio, controvoglia, non importa. il viaggio verrà da voi e non viceversa. e non è detto che sarà piacevole per forza. ho trovato questo bellissimo documentario di Roberto Rossellini, girato in India alla fine degli anni cinquanta  e spero, davvero tanto, che possa risvegliare in qualcuno il desiderio di partire. due personalissime considerazioni sul film. chi ha avuto la fortuna di visitare l’India recentemente, noterà la straordinaria immobilità della società, nonostante lo scorrere del tempo. almeno dal punto di vista formale. andate a Mumbai o Nuova Delhi o a Chennai, e troverete gli stessi barbieri accucciati sul marciapiede, con i loro ombrelli neri per ripararsi dal sole, gli stessi venditori di the e samosa, le mucche libere di gironzolare a piacimento, i medesimi venditori ambulanti di frutta e qualsiasi cosa possa rivestire un valore – ve lo posso assicurare: in India, tutto ha un valore, tutto si vende e, cosa piuttosto singolare, per tutto si trova un compratore. lo stesso discorso vale per l’abbigliamento: camice bianche, quasi sempre a maniche lunghe e canotte che lasciano scoperte le scapole per gli uomini, le donne cinte da veli coloratissimi, sensuali come solo una tentazione inconfessata sa essere. ma oltre che invitarvi tutti a fare le valige ed andarvene per un po’, forse questo vuole essere anche un piccolo personale omaggio alla nostalgia. ho sempre immaginato l’India da bambino, grazie a Emilio Salgari. leggendo romanzi d’avventure, immagini dei documentari dell’epoca andavano mescolandosi con le suggestioni proiettate dalle pagine scritte. perciò, ecco, figli degli anni di piombo, in questo documentario è possibile rivedere l’India come ci appariva nei sogni avventurosi di noi ragazzi cresciuti per strada con il super tele che andava via col vento e le bici da cross, così c’immaginavamo i continenti lontani, le spiagge esotiche, con lo stesso colore, un po’ sbiadito, dei filmati dell’epoca. e non manca la solita voce narrante, così impersonale eppure patrimonio ormai inscindibile del vissuto di tutti coloro che sono nati prima della fine degli anni settanta. un filmato molto molto bello. un documento prezioso.  se lo guardate e vi viene voglia di partire, sappiate che le forme presentate nel film, sono proprio quelle che troverete laggiù, con l’aggiunta inevitabile di qualche internet cafè e centro commerciale. l’India è (anche) un luogo in cui modernità e tradizione, almeno apparentemente non si distruggono a vicenda, ma camminano fianco a fianco, un po’ ignorandosi, un po’ contaminandosi, senza mostrare di darsi fastidio.
un'odierna fabbrica di soft drinks in Tamil Nadu... ecco il titolare


Aromi... come potete vedere 100% ingredienti naturali

l'operaio (sordomuto) vuota i sacchetti in una pentola

un cucchiaino per bottiglia... tutto fatto alla velocità della luce

l'aggiunta dell'acqua


operazione gassificazione



mescolamento

imbottigliamento

et voilà...

sono sopravvissuto alla Coca Cola... non sarà l'aranciata indiana a  uccidermi

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