MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

giovedì 15 dicembre 2011

China Blue - Le condizioni degli operai cinesi


questo documentario racconta le condizioni degli operai di una fabbrica cinese di jeans. quando compriamo un articolo proveniente da un paese in via di sviluppo, ricordiamoci che quasi sempre viene prodotto da lavoratori ridotti in schiavitù e il loro dolore è una entità che si trasmette. è la tredicesima ora di lavoro giornaliera. una minorenne, dentro una stanza senza finestre, compie meccanicamente i gesti necessari alla realizzazione di una borsa. un ronzio freddo di macchine da cucire fa da sottofondo. la schiena scricchiola, le mani indolenziscono. il corpo prova dolore. la mente cerca un rifugio dalla disperazione e divaga. per distrarsi, immagina, fantastica. vorrebbe essere altrove. si dibatte e soffre. dolore nel corpo, dolore nella mente. che fine faranno mai queste sensazioni? il pensiero comune considera gli stati d’animo entità volatili capaci di influenzare fattivamente soltanto chi le prova e poi dissolversi, ma personalmente la ritengo un’ipotesi ingenua. l’intuito mi porta a credere diversamente. credo cioè, che la sofferenza o l’amore generati non danneggino o allietino solo chi li prova nell'istante in cui li prova, ma posseggano una reale capacità di trasmettersi. ad oggetti ed opere. così la borsa confezionata con tormento, ne assorbe una parte e ne diviene veicolo. una realizzata con distensione e gentilezza contribuirà alla felicità di chi la possiede. pensiamo ad un dolce preparato in casa da nostra madre, solo per noi. è molto più che buono. è fatto secondo i nostri gusti con tutto l’amore che una madre riserva al proprio figlio. poi prendiamo gli stessi ingredienti ad affidiamoli ad un’impastatrice meccanica. il risultato sarà lo stesso? eppure fisicamente sono identici.
http://www.youtube.com/playlist?list=PL0B72FEF631DD0B53&feature=viewall