MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

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domenica 18 settembre 2016

Sotto trovate il link al video di una conferenza tenuta dal Dott. Paolo Rossaro e da Marcello Pamio, al Centro Bordignon di Castelfranco Veneto. SI parla di libertà di scelta terapeutica, dell'approccio alla malattia nel rapporto medico/paziente e tanto altro. Buona visione: https://www.youtube.com/watch?v=dEHKN0VUaKA

giovedì 12 settembre 2013

Vaccini cancerogeni (?)

oggi un amico mi ha inviato via skype questo video in cui un esperto di vaccini afferma che una famosa azienda farmaceutica ha deliberatamente somministrato vaccini cancerogeni per anni, in modo indiscriminato, alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale, quindi anche a noi. la domanda è sempre la stessa: complottismo o verità rivelata? chiaramente non si saprà mai visto che chi dovrebbe fare chiarezza o è chiamato a giudicare l'operato di questi signori, è fatalmente legato da interessi a quegli stessi individui che è chiamato a giudicare. ma è il sistema democratico che è escogitato apposta perché ciò accada. nessuna sorpresa, quindi. da parte mia, posso solo diffidare di qualsiasi carico mi venga propinato dall'alto: si tratti del diritto di voto, della libertà di espressione e, chiaramente, ogni sostanza spacciata per buona e inoculatami nel corpo da sconosciuti. non mi farei mai fare un'iniezione da uno che incontro per strada. non vedo perché dovrei avere meno diffidenza dello stato, che si nutre del mio sangue per mantenersi in vita. un augurio di libertà dalla stampa a tutti e che possiate tutti essere semplicemente dimenticati da quel mostro rigido, freddo e parassita di ogni entusiasmo, che è ogni sistema istituzionalizzato.

giovedì 6 settembre 2012

La democrazia europea è una dittatura sovranazionale?

consiglio ai naviganti di dare un'occhiata a questo video. è indubbio che le leggi, i trattati, le linee guida a livello europeo siano sempre decise in gran segreto. alla massa viene dato in pasto il localismo della destra e della sinistra, il pd contro il pdl, mentre le linee guida economiche sovranazionali sono decise in fretta e senza che nessuno sappia niente. ti ritrovi la legge bella e fatta. vedi il Trattato di Lisbona. una donna con le palle. merita di essere ascoltata.

domenica 29 luglio 2012

Intervista ai due italiani liberati in Siria

sentire per credere: i due italiani liberati in Siria affermano di dovere la loro libertà all'esercito siriano. lo stesso che secondo i nostri media sta massacrando la popolazione in un delirio di sangue e violenza. ora ditemi voi qualcosa. non ho dubbi sul fatto che l'intervista non sia passata sulle reti nazionali.
http://www.youtube.com/watch?v=sfLW5dR9prw&feature=g-all-lik

sabato 28 luglio 2012

Un documento sulla Siria

invito chiunque abbia quarantacinque minuti da perdere ad osservare questo video e magari domandarsi se l’informazione che ci propinano i telegiornali non sia un’altra forma di propaganda a favore delle democrazie che la sovvenzionano, il sistema occidentale che andiamo spacciando come un esempio di civiltà evoluta; mentre è soltanto il rapace imperialismo proprio di tutti i secoli successivi alla scoperta delle Americhe. non c’è nessun dittatore intollerabile, non ci sono stragi di civili, fosse comuni filmate col telefonino e sputtanate su internet (basta cercarle) un’ora dopo. c’è invece il principio di non intervento che non viene sistematicamente rispettato da quando Bush ha attaccato l’Iraq nel novanta. Assad deve governare, come dovevano continuare a regnare Gheddafi e Saddam Hussein. che, tra l’altro sono stati giustiziati. ecco come la luce della civiltà occidentale tratta i nemici vinti: assassinandoli. mettendo cioè molta empatia, voglio dire spirito di cooperazione nel suo comportamento, come si addice ai nuovi principi di amore e fraternità dei popoli post guerra mondiale. non me ne frega un cazzo della Siria. se poso dire: affari loro. si ammazzano anche in Colombia, a Marsiglia e in Congo. quando è successo in Ruanda non gliene fregava un cazzo a nessuno. nessuno ha mosso un dito. é giusto che ogni popolo sia arbitro del proprio destino. se hanno un dittatore, se lo saranno meritati e se ne avranno voglia spetterà solo a loro liberarsene. Per sceglierne un altro, verosimilmente. non c’è alcun motivo perché forze esterne debbano intervenire in situazioni a cui sono estranee per avvantaggiarsi della situazione instaurando un governo compiacente. insomma, basta cazzate. perché a questo siamo arrivati: basta con le cazzate e le fantasiose giustificazioni hollywoodiane. A questo link trovate la carta delle nazioni unite, redatta nel 1945 dopo la seconda guerra mondiale. Alla luce di quello che sta succedendo sembra una barzelletta. E’ stata concepita subito dopo il flagello planetario della seconda guerra mondiale e i vecchi saggi devono essersi fatti prendere dai sentimenti,  i quali come tutti sappiamo, lasciano il tempo che trovano: da giovani sembrano la cosa più importante del mondo, ma appassiscono in fretta al finire dell'ondata emotiva. l’enfasi del discorso si focalizza fin da subito sull’importanza di un impegno collettivo affinché l’umanità non debba patire mai più gli orrori della guerra. spassoso o demente, a sessanta anni di distanza. riporto i primi articoli per invogliarvi ad andare avanti. sempre che abbiate voglia di farvi tirare su il morale:

1. L'Organizzazione è fondata sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi Membri. 
 2. I Membri, al fine di assicurare a ciascuno di essi i diritti e i benefici risultanti dalla loro
 qualità di Membro, devono adempiere in buona fede gli obblighi da loro assunti in
 conformità al presente Statuto. 
 3. I Membri devono risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in
 maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia, non siano messe in pericolo. 
 4. I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso
 della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in
 qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite. 
 5. I Membri devono dare alle Nazioni Unite ogni assistenza in qualsiasi azione che queste
 intraprendono in conformità alle disposizioni del presente Statuto, e devono astenersi dal
 dare assistenza a qualsiasi Stato contro  cui le Nazioni Unite intraprendono un'azione
 preventiva o coercitiva. 
 6. L'Organizzazione deve fare in modo che Stati che non sono Membri delle Nazioni Unite
 agiscano in conformità a questi principi, per quanto possa essere necessario per il
 mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. 
 7. Nessuna disposizione del presente Statuto  autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in
 questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno Stato, né obbliga
 i Membri a sottoporre tali questioni ad una procedura di regolamento in applicazione del
 presente Statuto; questo principio non pregiudica però l'applicazione di misure coercitive a
 norma del capitolo VII.

Quello che preferisco è il punto 4. Allora se esistono le nazioni unite, mi chiedo a che cosa serva la nato, un’alleanza economico-militare. Se tutte le nazioni sono unite, allora perché all’interno di questa famigliola amorevole, ci devono essere degli amici più amici fra loro? Per chi lo desidera, i 14 punti del patto atlantico.

mercoledì 23 maggio 2012

La natura si riappropria della zona di Chernobyl

se ne parla da un po'. sembra che la natura, liberata dalla presenza dell'uomo, si stia riappropriando della zona attorno a Chernobyl, infestata dalle radiazioni. vale a dire: facciamo più danni del plutonio. caccia, pesca, inquinamento e la madre di tutti questi, l'indifferenza, sono peggio delle radiazioni. un spunto. se volete approfondire l'argomento, ci sono tonnellate di libri.
http://www.youtube.com/watch?v=lWlrgsflnNo&feature=g-all-u

lunedì 21 maggio 2012

La chiusura dei poligoni militari in Sardegna sarà discussa al senato


stavo alla presentazione dell'ultimo libro di Massimo Carlotto, mercoledì scorso. lo accompagnava un giovane scrittore esordiente, appartenente al collettivo Mama Sabot, che assieme al proprio mentore ha dato vita ad un romanzo. Perdas de fogu si chiama ed è un noir che, rifacendosi a dati raccolti sul campo, cerca di sensibilizzare il lettore circa le morti sospette da uranio impoverito avvenute negli ultimi anni in Sardegna. questo post contiene il collegamento ad un filmato che parla dell’argomento. ascoltando il giovane scrittore, secondo il quale il poligono del Salto di Quirra sarebbe già chiuso, e da quanto traspare da una normale ricerca sul web, sembra proprio che il lavoro del procuratore Domenico Fiordalisi stia approdando ad un incredibile successo. la chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e Capo Frasca e la riconversione del poligono interforze sperimentale di Quirra sarà discussa questa settimana niente meno che al senato, in ritardo rispetto alla data fissata per il 16 maggio 2012. una bella notizia per tutti i familiari delle vittime dell'uranio impoverito e la prova che un po' di giustizia a questo mondo si riesce ancora ad ottenerla. non so di che parlino ultimamente le soap-opera giornalistiche italiane, ma questo successo dovrebbe essere la notizia di apertura  di tutti i telegiornali nazionali.


giovedì 26 aprile 2012

David Trezeguet, l'essenza del gol

a volte lo sport può emozionare ed insegnare molto più di argomenti comunemente considerati seri come la politica o la filosofia. lo sport sa trasformarsi in metafora e i suoi interpreti diventare simboli di qualcosa di più grande di un pomeriggio passato a correre dietro un pallone. quando poi è il linguaggio poetico a reggere le trame del racconto, in questo caso della vita e della carriera di un calciatore, allora l’effetto può essere definitivamente toccante. grazie a questo documentario ho provato sensazioni intensissime. è chiaro, tifo per l’unica squadra capace di rendere un affare aristocratico un passatempo popolaresco come il calcio, sono juventino. e mi sono emozionato, fin quasi alle lacrime, facendomi trasportare dalla nostalgia della voce narrante, guardando questo documentario sull’immenso David Trezeguet, uno dei più grandi centravanti di tutti i tempi.nelle parole dei familiari e degli amici d’infanzia, oltre che in quelle del grande goleador per dieci stagioni numero 17 della Juventus, nel suo italiano quasi perfetto, venato in modo inconfondibile dallo spagnolo, sua lingua madre, una storia raccontata nel periodo in cui David giocava ad Alicante, in Costa Blanca, Spagna.  difficile se non impossibile trattenere i brividi, quando scorrono i suoi goal che ha iniziato a segnare fin dagli esordi nel Platense, convocato in prima squadra già a 16 anni, ma soprattutto nel rivedere le reti segnate con la maglia della Vecchia Signora torinese. Gli juventini capiranno… la  nostalgia per uno squadrone affondato in serie B, dopo un campionato vinto con 91 punti, grazie a campioni come Alessandro Del Piero, Pavel Nedved, Gianluigi Buffon, Gianluca Zambrotta, Fabio Cannavaro, Mauro German Camoranesi oltre a lui, ovviamente, Re David, come spiega bene la voce del documentario, “un serpente a sonagli delle aree di rigòre”, un giocatore immenso, uno che, poteva capitare, non si vedeva per tutta la partita, ma quando gli arrivava la palla giusta, era sempre goal e a fine campionato lo trovavi costantemente ai primi posti della classifica marcatori. Un bomber di razza, un terminale micidiale, uno che viveva per il goal. e nonostante la sua statura gigantesca di sportivo, un uomo di un’umiltà e una schiettezza disarmanti. un grande grazie a David, quindi, per avere incarnato alla perfezione il mito del ruolo di centravanti, nelle moderne arene che sono gli stadi di calcio e grazie per averlo fatto con la maglia bianconera. grazie anche all’autore di questo meraviglioso documentario, purtroppo non sono riuscito a rintracciarne il nome. forse è meglio così, perché più che opera del lavoro umano, questo speciale mi sembra l’incarnazione del sentimento universale di ogni devozione. a un campione, al proprio lavoro.

domenica 15 aprile 2012

Le vie dei farmaci di Michele Mellara e Alessandro Rossi

un documentario che spiega come mai la maggioranza dei prodotti farmaceutici vengono consumati nel mondo industrializzato, dove le condizioni medie di salute della popolazione sono ottimali, mentre chi ne ha più bisogno, gli abitanti del terzo mondo, dove ancora si muore di polmonite e tubercolosi, non riesce a curarsi adeguatamente per il costo eccessivo delle medicine protette da brevetto. il documentario spiega le dinamiche del mercato, fa i conti in tasca alle multinazionali del farmaco, dai fatturati pari al bilancio di uno stato europeo di media rilevanza, come la Danimarca, mica l’Uganda. si parla dei brevetti, del WTO e del OMS, organi sovranazionali alle cui normative devono sottostare le singole nazioni.  si parla dei casi in cui è possibile trasgredire le leggi internazionali sulla proprietà intellettuale, alchimie burocratiche facilmente utilizzate dalle potenze economiche e difficilmente percorribili dalle nazioni dal potere militare nullo. personalmente non credo si dovrebbe affidare all’iniziativa privata con scopo di lucro la produzione di farmaci, così come di generi alimentari. buona visione.

venerdì 6 aprile 2012

Audio documentario sull'ex-Jugoslavia, di Isabella Rinaldi


posto la registrazione di un programma andato in onda questa mattina su Radio3. un audio-documentario di Isabella Rinaldi tornata nell’ex-Jugoslavia dopo venti anni dalla fine della guerra che ha dissolto lo stato balcanico. il viaggio parte da Zagabria e termina nel Montenegro, passando per la martoriata Sarajevo e la capitale serba, Belgrado. accompagnati da sottofondi bandistici, politici e giornalisti locali parlano di una pace ancora lontana dall’essere stabile. un bel documento, voci raccolte direttamente sul campo, dalle quali traspare come siano ancora vive e attive le crudeltà patite recentemente da questo angolo d’Europa.


lunedì 2 aprile 2012

Fukushima, via divieto di accesso parziale a tre città

visto che se ne parla poco, quando trovo qualcosa su Fukushima cerco sempre di postarla. dopo appena un anno, alcune aree blandamente contaminate verranno riaperte alla popolazione. non so se sia incoscienza o se il rischio radioattivo sia effettivamente scemato. di sicuro, io mi terrei lontano da quella zona, per quanta nostalgia possa avere di casa mia.
http://www.youtube.com/watch?v=KBXSCLFcYA8&feature=g-all-u&context=G2d9c0ceFAAAAAHgAJAA

Blu notte - La Mala del Brenta

per la categoria menti criminali, vorrei offrire il mio personale tributo ad una figura insieme controversa e appassionata, protagonista della scena criminale veneta nell’ultimo scorcio del passato secolo. parlo ovviamente di Felice Maniero e della Mala del Brenta, l’associazione mafiosa di cui si definì capo ed ideatore il bandito di Campolongo Maggiore. tutto nasce a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, in quel veneto da sempre terra di povertà ed emigrazione, diventato improvvisamente paese dei balocchi concentrato di ricchezze. migliaia di piccole attività imprenditoriali prendono vita in quegli anni e sarà proprio quello il periodo in cui vengono gettate le basi per il boom del nordest industrializzato. figli di braccianti  e muratori, escono dalle secolari ristrettezze e si calano con straordinario successo nel ruolo di affermati imprenditori. nel giro di qualche decennio il veneto si trasforma radicalmente e diventa una delle regioni più ricche d’Italia. e si sa, ovunque ci sia ricchezza, esiste anche chi da quella ricchezza rimane escluso. il tenore di vita medio si alza e la delinquenza si adegua. se la gente onesta si accontenta e va a lavorare per un milione al mese, la gente di malavita, alza il tiro. basta coi furti di bestiame e con le razzie nelle cascine, ma assalti ai furgoni portavalori e rapine nelle aziende orafe, estorsioni, spaccio di droga e traffico di armi. in questo Blunotte Lucarelli, con l’aiuto di Massimo Carlotto, di Monica Zornetta, servendosi delle dirette testimonianze di complici ed avversari di Felice, ci parla dell’ascesa e della caduta (presunta) del carismatico leader della Mala del Brenta. le rapine, le spettacolari evasioni, gli omicidi, le debolezze, dell’ultimo bandito romantico.

lunedì 26 marzo 2012

India Matri Bhumi di Roberto Rossellini

torno a scrivere sul blog dopo qualche problema di linea telefonica e poca voglia di dire qualche cosa. questa volta vorrei invitarvi tutti al viaggio. genericamente e nessuno escluso. non importa dove, con chi, per un mese o un anno, in Indocina o in Umbria. purché si vada incontro all’ignoto, ogni destinazione è perfetta. non considero importante nemmeno l’atteggiamento. andatevene dai soliti posti e basta, con entusiasmo, con rabbia, con fastidio, controvoglia, non importa. il viaggio verrà da voi e non viceversa. e non è detto che sarà piacevole per forza. ho trovato questo bellissimo documentario di Roberto Rossellini, girato in India alla fine degli anni cinquanta  e spero, davvero tanto, che possa risvegliare in qualcuno il desiderio di partire. due personalissime considerazioni sul film. chi ha avuto la fortuna di visitare l’India recentemente, noterà la straordinaria immobilità della società, nonostante lo scorrere del tempo. almeno dal punto di vista formale. andate a Mumbai o Nuova Delhi o a Chennai, e troverete gli stessi barbieri accucciati sul marciapiede, con i loro ombrelli neri per ripararsi dal sole, gli stessi venditori di the e samosa, le mucche libere di gironzolare a piacimento, i medesimi venditori ambulanti di frutta e qualsiasi cosa possa rivestire un valore – ve lo posso assicurare: in India, tutto ha un valore, tutto si vende e, cosa piuttosto singolare, per tutto si trova un compratore. lo stesso discorso vale per l’abbigliamento: camice bianche, quasi sempre a maniche lunghe e canotte che lasciano scoperte le scapole per gli uomini, le donne cinte da veli coloratissimi, sensuali come solo una tentazione inconfessata sa essere. ma oltre che invitarvi tutti a fare le valige ed andarvene per un po’, forse questo vuole essere anche un piccolo personale omaggio alla nostalgia. ho sempre immaginato l’India da bambino, grazie a Emilio Salgari. leggendo romanzi d’avventure, immagini dei documentari dell’epoca andavano mescolandosi con le suggestioni proiettate dalle pagine scritte. perciò, ecco, figli degli anni di piombo, in questo documentario è possibile rivedere l’India come ci appariva nei sogni avventurosi di noi ragazzi cresciuti per strada con il super tele che andava via col vento e le bici da cross, così c’immaginavamo i continenti lontani, le spiagge esotiche, con lo stesso colore, un po’ sbiadito, dei filmati dell’epoca. e non manca la solita voce narrante, così impersonale eppure patrimonio ormai inscindibile del vissuto di tutti coloro che sono nati prima della fine degli anni settanta. un filmato molto molto bello. un documento prezioso.  se lo guardate e vi viene voglia di partire, sappiate che le forme presentate nel film, sono proprio quelle che troverete laggiù, con l’aggiunta inevitabile di qualche internet cafè e centro commerciale. l’India è (anche) un luogo in cui modernità e tradizione, almeno apparentemente non si distruggono a vicenda, ma camminano fianco a fianco, un po’ ignorandosi, un po’ contaminandosi, senza mostrare di darsi fastidio.
un'odierna fabbrica di soft drinks in Tamil Nadu... ecco il titolare


Aromi... come potete vedere 100% ingredienti naturali

l'operaio (sordomuto) vuota i sacchetti in una pentola

un cucchiaino per bottiglia... tutto fatto alla velocità della luce

l'aggiunta dell'acqua


operazione gassificazione



mescolamento

imbottigliamento

et voilà...

sono sopravvissuto alla Coca Cola... non sarà l'aranciata indiana a  uccidermi

giovedì 1 marzo 2012

Debitocrazia: La Nuova Dittatura dell'UE

bellissimo ed attualissimo documentario sugli “aiuti” finanziari alla Grecia e ai paesi in crisi, da parte dell’Unione Europea e del FMI. una truffa legalizzata per tenere in pugno chi già si trova in stato di pesante difficoltà. interessantissima la definizione di debito detestabile, chiaramente sottaciuta alle masse… e come sempre i paesi dell’America Latina alzano  la testa… il continente sudamericano sembra davvero l’ultimo baluardo dove trovare qualche politico che ha ancora a cuore i destini del proprio paese e non gli interessi delle corporazioni. onore al presidente ecuadoriano Correa. quanto tempo ci vorrà perché lo assassinino? per vedere i sottotitoli in italiano premere il pulsante “CC” sulla parte bassa destra del player di youtube. da vedere assolutamente.

venerdì 24 febbraio 2012

NG - Tecniche di controllo

pubblico un documentario National Geographic, dove si parla dei più sofisticati sistemi di sorveglianza: telecamere, microchip impiantati nella carne e scansioni dell’iride. all’inizio si parla del sistema di telecamere che sorveglia Londra. più di 500.000 occhi elettronici in grado di seguire gli spostamenti di chiunque si muova nel territorio della capitale. poi della tecnologia di riconoscimento facciale, fino agli elicotteri che volano sopra le città di notte per controllare le strade e le terrazze dei privati cittadini. sistemi che aiutano le forze di polizia a prevenire il crimine, ma che possono anche trasformarsi in un sistema di controllo generalizzato, se utilizzati senza discriminazioni. e i governi, ditemi se sbaglio, spesso si sono rivelati soggetti loschi e disumani. nessuno può concentrare nelle proprie mani un potere del genere. si chiama dittatura. invece la fanno passare come la forma più alta di tutela del cittadino. già abbiamo i cellulari sempre addosso, che segnalano continuamente la nostra posizione. qualcuno pensa che se non si ha niente da nascondere, non si deve temere l’occhio del grande fratello; ma io dico, a sentire parlare di sistemi del genere solo vent’anni fa, veniva da pensare alla fantascienza, ma fantascienza fosca, tetra, maledetta. adesso la cosa è realtà e stiamo a disquisirci sopra. non me ne frega un cazzo se non sono un criminale, se non ho nulla da nascondere… il fatto è che non ho nulla da fare vederea chi non conosco. l’uomo è nato per non sapere cosa succede al di fuori della portata dei suoi sensi. gli attentati del 11 settembre 2001 sono stati una manna per tutti i governi, soprattutto quello americano, che con la scusa del sedicente terrorismo internazionale, hanno reso legali e soprattutto hanno fatto passare per legittime misure di violazione della riservatezza, considerate lesive della libertà individuali solo una ventina di anni fa, misure comuniste, perversioni staliniste, considerate tali proprio dai loro attuali sostenitori quali misure di sicurezza indispensabili. poi tutto quel sistema di catenacci eletronici, i bancomat, i telepass, le transazioni con le carte di credito, le mail, i social network. lasciamo dietro di noi tracce che riunite in database rendono un profilo molto accurato di chi siamo, dei nostri spostamenti, dei nostri vizi e inclinazioni. sono uno strumento di marketing occulto, che suggerisce quali sono i prodotti da lanciare sul mercato. e in base a quei prodotti, la nostra vita cambierà. perché se quando penso alla campagna vedo, nella mia mente, il logo del mulino bianco, mi sento violentato. e la cosa che, nei periodi di sconforto che per forza di cose mi attraversano, mi trafigge maggiormente, è di come, nella realtà dei fatti, la popolazione non sia stupida. conosce la realtà, ma è rassegnata, vinta, docile a questa logica. qui la mia depressione raggiunge il culmine: quando vedo la gente tranquilla e rassegnata. consapevole e convinta di essere impotente. lobotomizzata, priva della volontà. inquietante una delle ultime frasi del documentario: “mezzo milione di telecamere non hanno potuto fermare gli attentatori di Londra”… allora cazzo… dovevano essere davvero organizzati bene i bombaroli… così bene come tre studenti armati di ideologia e fanatismo difficilmente possono essere… almeno che dentro al cranio non abbiano il cervello di Albert Einstein o Jean Genet, tre crape di geni, insomma. ma un genio col cazzo che si fa saltare in aria per un’idea.

giovedì 23 febbraio 2012

Ce cos'è l'ESM, o Fondo Salva Stati?

non so bene chi siano i due signori presenti in questo video, né cosa sia l'Unione Federalista Italiana, ma se è per questo non conosco neppure il direttore del Tg1 o quello di Repubblica, del Corriere della Sera o di Euronews. che si votino leggi all'insaputa dei cittadini, e spesso anche dei loro rappresentanti,  è ormai cosa nota. noto il silenzio calato dai media sulle questioni davvero pesanti, tipo il Trattato di Lisbona - presto posterò una bella lezione di Paolo Barnard a riguardo -, le morti sospette da uranio impoverito, la rivoluzione islandese, il golpe in Venezuela,  noto, per quanto mi riguarda, il fallimento come forma di governo della democrazia rappresentativa centralizzata. quindi, perché non dare un po' di attenzione, sempre e comunque dopo avere sbavato a garganella sulla farfalla di Belen, anche alle rivelazioni di questi due cordiali signori? cos'è il fondo salva stati? è un meccanismo per dare una mano a chi si trova in difficoltà o un ulteriore organo sovranazionale, con poteri pressoché illimitati, atto a ridurre al ruolo di comparse gli stati europei? a qualcuno potrebbe venire voglia di approfondire.

martedì 21 febbraio 2012

Le sanzioni all'Iran, di Richard Javad Heydarian (parte 1)

posto la prima parte di un articolo trovato sul Tehran Times, che tratta delle sanzioni economiche imposte dall’occidente allo stato arabo. ricordiamo che a farne maggiormente le spese, sono come sempre le popolazioni civili. leggendo l’articolo, sembra che l’Iran qualche passo lo faccia nei confronti dell’occidente, ma per accorgersi della buona volontà, bisogna innanzi tutto avere voglia di vederla. adesso, sarà vero che ci sono navi iraniane nel Mediterraneo, ma teniamo anche conto che i vertici di Tehran hanno acconsentito alla visita degli ispettori dell’AIEA. Quindi, insomma, mi pare equo risaltare anche questo lato della vicenda. mi scuso fin d’ora per la traduzione, in più punti scadente. le parti dove mi è stato impossibile tradurre per mancanza di conoscenze dell’inglese, sono comunque contrassegnate dalla simbologia […]. il mio scopo rimane sempre e solo quello di dare asilo ad una visione altra da quella che ci viene abitualmente propinata, cercando di dare risalto al punto di vista dell’accusato. inoltre, se la lettura di questo articolo, servirà ad instillare nel lettore il desiderio di approfondire l’argomento servendosi di strumenti più appropriati di un blog amatoriale, il mio scopo potrà dirsi raggiunto. l’articolo completo in inglese lo trovate qui.

PERCHE’ L’IRAN PUO’ RESISTERE ALLE SANZIONI

Con gli Stati Uniti e l'Unione europea (UE) che impongono all’Iran uno dei regimi di sanzioni più dure che mai sul piano economico, il mondo si trova sul ciglio di una guerra potenzialmente catastrofica nel cuore del Medio Oriente. Nel frattempo, Israele sta suggerendo un attacco preventivo se le sanzioni non dovessero dissuadere il programma nucleare dell'Iran, mentre Teheran ha giurato di vendicarsi su scala internazionale, in caso di attacco. Tuttavia, determinato a svincolarsi dall'assedio economico e ad evitare un potenziale conflitto, l’Iran ha dimostrato un interesse crescente per rilanciare i negoziati con l’occidente. Non solo acconsente alle visite dell'AIEA ai suoi impianti nucleari, ma ha anche dimostrato interesse ad impegnarsi in negoziati, con la Turchia e la Russia, in qualità di interlocutori primari. È giunto il momento per l'Occidente di ripensare all’entità delle sanzioni e cercare una vera e propria strategia per dare una reale speranza alla diplomazia. Questa potrebbe essere l’ultima occasione per evitare la tragedia.

PUNIRE IL POPOLO IRANIANO

Le sanzioni economiche prendono di mira le esportazioni principali dell'Iran, petrolio e gas, oltre a congelare le attività nei mercati finanziari globali, della Banca Centrale Iraniana. Questo ha reso estremamente difficile per Teheran impegnarsi nelle transazioni internazionali su larga scala, compiute in dollari, costringendo l'Iran ad affidarsi ad ingombranti e spesso incerti enti finanziari terzi, per stipulare i consistenti accordi commerciali. Fondamentalmente, le sanzioni hanno avuto un effetto a cascata sul commercio internazionale dell'Iran, con un aumento esponenziale dei costi delle transazioni e dello sforzo atto a mantenere il flusso delle importazioni. L’economia domestica sta già accusando il colpo, in quanto il costo dei prodotti importati è salito alle stelle. Inoltre, le sanzioni stanno aggravando il problema dell'inflazione, perché l'Iran è nel bel mezzo di una riduzione senza precedenti in sovvenzioni statali, che ha causato un significativo aumento della pressione inflazionistica sulle materie prime di base. I tassi di inflazione sono già su un valore a due cifre, mentre il settore manifatturiero sta avendo enormi difficoltà nell'accedere ai prodotti semilavorati e hi-tech provenienti dall'estero, soprattutto dall’occidente. Di conseguenza, sia il settore industriale, sia il settore petrolifero, stanno soffrendo il peso dell’assedio economico. Ciò che è chiaro è che il regime di sanzioni è volto a colpire la classe media iraniana ed inasprire sempre più il punto di vista dei suoi membri sull'Occidente. Per molti iraniani, l’amministrazione Obama ha chiaramente fatto marcia indietro dopo la sua promessa iniziale di riavvicinamento con l’Iran. Le sanzioni, danneggiano direttamente il popolo iraniano e sono un tradimento della promessa del presidente Obama per un rapporto reciprocamente rispettoso, stabile e cordiale tra i due stati. Dopo tre anni di parole vuote e gratuiti auguri in occasione del Nowrouz (Capodanno persiano), la popolazione iraniana ha scarsa propensione verso il governo degli Stati Uniti.

L’ASSEDIO ECONOMICO
               
Il settore più vulnerabile è rappresentato dai mercati valutari, perché i sentimenti sono un fattore cruciale nel determinare i tassi di cambio. In mezzo a una frenesia speculativa, il timore di un inasprimento delle sanzioni finanziarie e la carenza di moneta, hanno portato alla svalutazione del Riyal iraniano. In un mese, la valuta dell'Iran ha perso oltre il 40 per cento del suo valore, costringendo la Banca Centrale Iraniana e la Banca-e-Markazi, a contrarre la politica monetaria, impegnarsi in misure di controllo del capitale e iniettare petro-dollari nell’economia domestica per evitare ……. In realtà, il governo si è impegnato in un giro di vite senza precedenti contro il mercato nero di valuta estera e ha imposto severe misure per regolare il flusso del dollaro. L'Iran ha circa 104 miliardi di dollari in valuta estera e riserve auree, che costituiscono per il paese un cuscino contro le fluttuazioni della valuta. Tuttavia, le sanzioni prendono di mira anche il gigantesco bacino iraniano di riserve di valuta estera, sparse nelle maggiori istituzioni finanziarie occidentali, soprattutto in europee. Pertanto, l’Iran è stato costretto a trasferire la maggiorparte del proprio oro e delle proprie riserve di valuta estera in banche asiatiche e latinoamericane. Per mantenere il commercio e le riserve di valuta estera, l’Iran dovrà affidarsi ai suoi principali partner petroliferi asiatici. Tuttavia, alle sanzioni è stato accoppiato un intenso sforzo diplomatico per convincere i partner commerciali asiatici principali dell'Iran, dalla Corea del sud e il Giappone a Turchia, Cina e India, di interrompere le importazioni.
La strategia occidentale è duplice: in primo luogo, raccogliere il sostegno dei paesi arabi maggiori produttori di petrolio, come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, per sopperire a qualsiasi carenza effettiva e potenziale di approvvigionamento di petrolio, se e quando le esportazioni iraniane saranno escluse dal mercato internazionale; in secondo luogo, mettendo sotto pressione i partner petrolifert asiatici dell'Iran, l'Occidente sta cercando di limitare il suo bacino di clienti, limitando quindi enormemente la cerchia  degli acquirenti. Così, molto comprensibilmente, Iran ha definito le sanzioni come una “dichiarazione di guerra economica”, minacciando di chiudere stretto di Hormuz, se tali misure continueranno a soffocare la sua economia.

domenica 19 febbraio 2012

Oil: l'oro nero dei Moratti, di Massimiliano Mazzotta

generalmente si sente parlare della famiglia Moratti quando l’Inter perde e Massimo, incazzato, se ne va dallo stadio prima della fine della gara. questo documentario parla invece della società che gli permette di spendere centinaia di milioni in calciatori e di vivere a Milano, lontano dal benzene, dall’anidride solforosa e dall’odore delicato del gas H2S: la Saras, produttrice di queste meraviglie. gli impianti della Saras sono insediati a Sarroch, in Sardegna, un paese che fino al 1960 conosceva povertà ed ignoranza, uno stile di vita semplice e quasi primitivo. non conosceva il cancro. dal 1965, anno di attracco della prima petroliera, il paese diventa una delle maggiori fonti di profitto per l’industria petrolchimica. diventa anche un giardino dove fiori spaventosi possono crescere e infestare gli organismi sani dei lavoratori, poveri ma liberi nella loro terra, solo qualche anno prima. è davvero difficile trovare una giustificazione quando si vedono nubi nere diffondersi dagli impianti industriali a ridosso delle case. progresso? ricchezza? lavoro? non riesco a darmi risposta. poi c’è il giornalino, che ben si sposa con le volute di fumi multicolori e le eterne fiamme delle candele, una simpatica iniziativa editoriale, perché l’aguzzino deve prendersi cura dei suoi schiavi fin da piccoli, affinché i fanciulli sviluppino amore petrolchimico dalla culla. si tratta di un’iniziativa necessaria perché i bambini, va da sé, mica li infinocchi tanto facile. loro la vedono per quello che è la raffineria: un mostro grigio, un groviglio di nebbie e tubazioni di metallo. ecco allora la simpatica iniziativa editoriale. il gabbiano con caschetto antinfortunio, che ti porta a scoprire il giardino della fabbrica e le meraviglie del suo interno. ecco le visite guidate delle classi elementari, perché familiarizzino fin dalla tenera età con la macchina. per fortuna non c’è solo la Saras in Sardegna. il documentario parla anche di altre realtà criminalindustriali presenti nel territorio, sempre impegnate nel settore chimico. Dopo il post sulla sindrome di Quirra, un altro documento da fare girare. perché tutti sappiano cosa stanno passando i sardi, quanto sia stuprata la loro terra e se i pastori, gli allevatori e tutti coloro che ne hanno le palle piene di morire, dovessero una buona volta prendere in mano i forconi, allora ecco, non li si chiami facinorosi,  violenti, criminali. sarebbe soltanto legittima difesa.

domenica 12 febbraio 2012

La Santa. Viaggio nella 'Ndrangheta sconosciuta, di Ruben H. Oliva ed Enrico Fierro

un bel documentario sulla ‘ndrangheta, secondo gli autori, la più pericolosa associazione a delinquere presente in Italia. più della camorra e della mafia siciliana. i suoi punti forti risiederebbero nella discrezione con cui opera e nell’organizzazione rigidamente familiaristica. le delazioni sono praticamente nulle, in quanto infamare un compagno di malavita equivale a mandare in galera un familiare stretto. grazie alla discrezione e all’assenza del pentitismo la ‘ndrangheta ha saputo farsi strada fino ad entrare e a mescolarsi con gli organi direttivi del potere ufficiale. ha lasciato la Calabria e si è insediata anche nel Nord. il sindaco di Buccinasco, provincia di Milano, riceve pallottole per posta un giorno sì e uno no, quando non gli bruciano la macchina… si è inoltre diffusa in tutto il mondo e si stima che i maggiori importatori di droga europei siamo proprio ‘ndranghetisti. a pervadere l'alleanza di un'alone sacro, il lato quasi mistico, che risiede nei rituali di affiliazione, mutuati dalla massoneria, con la quale sembra sia tra l’altro connessa strettamente. stabilite le linee generali di questa perfetta macchina dell’illegalità, il documentario prosegue poi recandosi nei luoghi dove la ‘ndrangheta impera e si beffa dello stato.  ma alla grande. Platì, Filadelfia, San Luca… luoghi dove la legge… ti saluto… e i cartelli stradali sono bucati a pallettoni, come nel far west.  un gran bel documento e quanta pena per i giovani, che sfilano convinti per le vie dei paesi dopo l’ennesimo massacro. un mese, forse due di pace finta e tutto torna come prima. non deve essere facile vivere in quei luoghi, né trovare una soluzione. va ricordato, infatti, che buona parte dell’economia italiana, è mossa da attività illegali.

venerdì 10 febbraio 2012

Report: Il terrorismo made in USA - di Paolo Barnard

un bel riassunto di tutte le porcate americane in giro per il mondo. peggio di quanto ricordassi. il Battaglione Atlacatl in Nicaragua, il Generale Suharto in Indonesia. anche una piccola digressione liliniana sulle atrocità commesse dai soldati russi in Cecenia. per non dimenticare le responsabilità di chi esporta il proprio stile di vita a forza di bombe e lo chiama libertà. questo è da vedere ragazzi. fino alla fine.