MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

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domenica 18 settembre 2016

Sotto trovate il link al video di una conferenza tenuta dal Dott. Paolo Rossaro e da Marcello Pamio, al Centro Bordignon di Castelfranco Veneto. SI parla di libertà di scelta terapeutica, dell'approccio alla malattia nel rapporto medico/paziente e tanto altro. Buona visione: https://www.youtube.com/watch?v=dEHKN0VUaKA

giovedì 12 settembre 2013

Vaccini cancerogeni (?)

oggi un amico mi ha inviato via skype questo video in cui un esperto di vaccini afferma che una famosa azienda farmaceutica ha deliberatamente somministrato vaccini cancerogeni per anni, in modo indiscriminato, alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale, quindi anche a noi. la domanda è sempre la stessa: complottismo o verità rivelata? chiaramente non si saprà mai visto che chi dovrebbe fare chiarezza o è chiamato a giudicare l'operato di questi signori, è fatalmente legato da interessi a quegli stessi individui che è chiamato a giudicare. ma è il sistema democratico che è escogitato apposta perché ciò accada. nessuna sorpresa, quindi. da parte mia, posso solo diffidare di qualsiasi carico mi venga propinato dall'alto: si tratti del diritto di voto, della libertà di espressione e, chiaramente, ogni sostanza spacciata per buona e inoculatami nel corpo da sconosciuti. non mi farei mai fare un'iniezione da uno che incontro per strada. non vedo perché dovrei avere meno diffidenza dello stato, che si nutre del mio sangue per mantenersi in vita. un augurio di libertà dalla stampa a tutti e che possiate tutti essere semplicemente dimenticati da quel mostro rigido, freddo e parassita di ogni entusiasmo, che è ogni sistema istituzionalizzato.

mercoledì 6 marzo 2013

Muore Hugo Chavez

nonostante ormai il mio interesse per la politica sia pari a quello per il campionato uzbeko di pallacorda, mi va di ricordare Hugo Chavez nel giorno della sua morte. non so se fosse un paladino della giustizia o solo una pedina acconciamente depositata sul trono del Venezuela da poteri invisibili alle masse - anche i diavoli servono -, ma ricordo i brividi che provavo guardando quei video in cui le cantava a Bush e al falso negro di Obama. spero per i venezuelani che adesso non vada al potere un'amministrazione filo-imperialista e che il Venezuela non torni ad essere una colonia degli USA, come l'Iraq, l'Indonesia, l?Italia... ma si sa, chi vive sperando muore cagando... ciao Hugo... sotto a chi tocca.

domenica 11 novembre 2012

Ancora invenzioni sulla Siria

più delle perplessità suscitate dalle sedicenti primavere arabe, questo post vuole manifestare la mia definitiva mancanza di rispetto - non è più tempo per lo sdegno -  verso gli organi di informazione istituzionalizzati. io ecco, d'ora in poi rido beotamente in faccia a chiunque porti ad argomento di qualsiasi posizione, un'opinione formata su notizie ascoltate dal telegiornale o lette su pubblicazioni autorizzate a comparire in edicola. tutto ciò che si legge e si ascolta è permesso in quanto utile alla perpetuazione del sistema occidentale che ci sta uccidendo nella fantasia e nelle sostanze materiali. la nostra civiltà ha fallito e le masse non lo capiranno mai. non ho altro da aggiungere a questo video. buona bevuta...

domenica 29 luglio 2012

Intervista ai due italiani liberati in Siria

sentire per credere: i due italiani liberati in Siria affermano di dovere la loro libertà all'esercito siriano. lo stesso che secondo i nostri media sta massacrando la popolazione in un delirio di sangue e violenza. ora ditemi voi qualcosa. non ho dubbi sul fatto che l'intervista non sia passata sulle reti nazionali.
http://www.youtube.com/watch?v=sfLW5dR9prw&feature=g-all-lik

sabato 28 luglio 2012

Un documento sulla Siria

invito chiunque abbia quarantacinque minuti da perdere ad osservare questo video e magari domandarsi se l’informazione che ci propinano i telegiornali non sia un’altra forma di propaganda a favore delle democrazie che la sovvenzionano, il sistema occidentale che andiamo spacciando come un esempio di civiltà evoluta; mentre è soltanto il rapace imperialismo proprio di tutti i secoli successivi alla scoperta delle Americhe. non c’è nessun dittatore intollerabile, non ci sono stragi di civili, fosse comuni filmate col telefonino e sputtanate su internet (basta cercarle) un’ora dopo. c’è invece il principio di non intervento che non viene sistematicamente rispettato da quando Bush ha attaccato l’Iraq nel novanta. Assad deve governare, come dovevano continuare a regnare Gheddafi e Saddam Hussein. che, tra l’altro sono stati giustiziati. ecco come la luce della civiltà occidentale tratta i nemici vinti: assassinandoli. mettendo cioè molta empatia, voglio dire spirito di cooperazione nel suo comportamento, come si addice ai nuovi principi di amore e fraternità dei popoli post guerra mondiale. non me ne frega un cazzo della Siria. se poso dire: affari loro. si ammazzano anche in Colombia, a Marsiglia e in Congo. quando è successo in Ruanda non gliene fregava un cazzo a nessuno. nessuno ha mosso un dito. é giusto che ogni popolo sia arbitro del proprio destino. se hanno un dittatore, se lo saranno meritati e se ne avranno voglia spetterà solo a loro liberarsene. Per sceglierne un altro, verosimilmente. non c’è alcun motivo perché forze esterne debbano intervenire in situazioni a cui sono estranee per avvantaggiarsi della situazione instaurando un governo compiacente. insomma, basta cazzate. perché a questo siamo arrivati: basta con le cazzate e le fantasiose giustificazioni hollywoodiane. A questo link trovate la carta delle nazioni unite, redatta nel 1945 dopo la seconda guerra mondiale. Alla luce di quello che sta succedendo sembra una barzelletta. E’ stata concepita subito dopo il flagello planetario della seconda guerra mondiale e i vecchi saggi devono essersi fatti prendere dai sentimenti,  i quali come tutti sappiamo, lasciano il tempo che trovano: da giovani sembrano la cosa più importante del mondo, ma appassiscono in fretta al finire dell'ondata emotiva. l’enfasi del discorso si focalizza fin da subito sull’importanza di un impegno collettivo affinché l’umanità non debba patire mai più gli orrori della guerra. spassoso o demente, a sessanta anni di distanza. riporto i primi articoli per invogliarvi ad andare avanti. sempre che abbiate voglia di farvi tirare su il morale:

1. L'Organizzazione è fondata sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi Membri. 
 2. I Membri, al fine di assicurare a ciascuno di essi i diritti e i benefici risultanti dalla loro
 qualità di Membro, devono adempiere in buona fede gli obblighi da loro assunti in
 conformità al presente Statuto. 
 3. I Membri devono risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in
 maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia, non siano messe in pericolo. 
 4. I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso
 della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in
 qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite. 
 5. I Membri devono dare alle Nazioni Unite ogni assistenza in qualsiasi azione che queste
 intraprendono in conformità alle disposizioni del presente Statuto, e devono astenersi dal
 dare assistenza a qualsiasi Stato contro  cui le Nazioni Unite intraprendono un'azione
 preventiva o coercitiva. 
 6. L'Organizzazione deve fare in modo che Stati che non sono Membri delle Nazioni Unite
 agiscano in conformità a questi principi, per quanto possa essere necessario per il
 mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. 
 7. Nessuna disposizione del presente Statuto  autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in
 questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno Stato, né obbliga
 i Membri a sottoporre tali questioni ad una procedura di regolamento in applicazione del
 presente Statuto; questo principio non pregiudica però l'applicazione di misure coercitive a
 norma del capitolo VII.

Quello che preferisco è il punto 4. Allora se esistono le nazioni unite, mi chiedo a che cosa serva la nato, un’alleanza economico-militare. Se tutte le nazioni sono unite, allora perché all’interno di questa famigliola amorevole, ci devono essere degli amici più amici fra loro? Per chi lo desidera, i 14 punti del patto atlantico.

lunedì 21 maggio 2012

La chiusura dei poligoni militari in Sardegna sarà discussa al senato


stavo alla presentazione dell'ultimo libro di Massimo Carlotto, mercoledì scorso. lo accompagnava un giovane scrittore esordiente, appartenente al collettivo Mama Sabot, che assieme al proprio mentore ha dato vita ad un romanzo. Perdas de fogu si chiama ed è un noir che, rifacendosi a dati raccolti sul campo, cerca di sensibilizzare il lettore circa le morti sospette da uranio impoverito avvenute negli ultimi anni in Sardegna. questo post contiene il collegamento ad un filmato che parla dell’argomento. ascoltando il giovane scrittore, secondo il quale il poligono del Salto di Quirra sarebbe già chiuso, e da quanto traspare da una normale ricerca sul web, sembra proprio che il lavoro del procuratore Domenico Fiordalisi stia approdando ad un incredibile successo. la chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e Capo Frasca e la riconversione del poligono interforze sperimentale di Quirra sarà discussa questa settimana niente meno che al senato, in ritardo rispetto alla data fissata per il 16 maggio 2012. una bella notizia per tutti i familiari delle vittime dell'uranio impoverito e la prova che un po' di giustizia a questo mondo si riesce ancora ad ottenerla. non so di che parlino ultimamente le soap-opera giornalistiche italiane, ma questo successo dovrebbe essere la notizia di apertura  di tutti i telegiornali nazionali.


mercoledì 11 aprile 2012

Siria: Manifestazione in favore di Bashar Al Assad

non so esattamente quale sia il modo di porsi dei nostri media, negli ultimi tempi, nei confronti degli episodi di violenza mitizzati in Siria, in quanto cerco di disinteressarmi il più possibile dei media. per capire la realtà, preferisco attingere a fonti risalenti ad un arco di tempo compreso tra qualche anno e qualche millennio fa. comunque l'impermeabilità è pura teoria e quindi, per irraggiamento, un po' per distrazione un po' perché è bello fare da diversi, qualcosa ti arriva sempre e, se non sbaglio, il partito Baath è il Grande Male da estirpare di questo giro del gioco dell'oca. anche Bossi mi pare che non se la passi tanto bene e gli evasori. è guerra aperta agli evasori, o sbaglio? allora, forse non sbaglio a pubblicare un video dove una folla, sembra piuttosto nutrita, manifesta a favore del leader sanguinario Bashar Al Assad. mi pare giusto che si vedano, oltre ai patrioti pacifisti ho scritto ti amo sul bazooka, anche i retrogradi islamici ignoranti, che manifestano in favore del loro odiato dittatore e carnefice. amen.

http://www.youtube.com/watch?v=3X5Zj7HPIV4

venerdì 6 aprile 2012

Audio documentario sull'ex-Jugoslavia, di Isabella Rinaldi


posto la registrazione di un programma andato in onda questa mattina su Radio3. un audio-documentario di Isabella Rinaldi tornata nell’ex-Jugoslavia dopo venti anni dalla fine della guerra che ha dissolto lo stato balcanico. il viaggio parte da Zagabria e termina nel Montenegro, passando per la martoriata Sarajevo e la capitale serba, Belgrado. accompagnati da sottofondi bandistici, politici e giornalisti locali parlano di una pace ancora lontana dall’essere stabile. un bel documento, voci raccolte direttamente sul campo, dalle quali traspare come siano ancora vive e attive le crudeltà patite recentemente da questo angolo d’Europa.


lunedì 2 aprile 2012

Fukushima, via divieto di accesso parziale a tre città

visto che se ne parla poco, quando trovo qualcosa su Fukushima cerco sempre di postarla. dopo appena un anno, alcune aree blandamente contaminate verranno riaperte alla popolazione. non so se sia incoscienza o se il rischio radioattivo sia effettivamente scemato. di sicuro, io mi terrei lontano da quella zona, per quanta nostalgia possa avere di casa mia.
http://www.youtube.com/watch?v=KBXSCLFcYA8&feature=g-all-u&context=G2d9c0ceFAAAAAHgAJAA

mercoledì 7 marzo 2012

Adidas: utili record

complimenti ai vertici manageriali del Gruppo Adidas. in un periodo di crisi l'azienda ha chiuso con una crescita pari al 8% rispetto all'anno passato. a qualcuno passa per la testa che le scarpe vengono cucite in Vietnam, Indonesia, India, Cina eccetera eccetera eccetera, da operai schiavi macellati da turni infiniti, in laboratori da bagno penale, per cento rupie giornaliere ad essere ottimisti? a qualche giornalista, magari. se siamo esseri umani, questa dovrebbe essere la notizia e l'utile, niente più di un farisaico movente per la riduzione in schiavitù di masse private della speranza.

http://www.youtube.com/watch?v=puVazP49TOo&feature=g-all&context=G2e4a935FAAAAAAAAUAA

martedì 6 marzo 2012

Verso un attacco all'Iran. Netanyahu: "Il tempo sta per scadere"

lascio ad ogni uno trarre le personali conclusioni, ma a mio modesto parere non vedo in quale maniera l'Iran stia minacciando l'Occidente, alla luce di quanto letto sul Tehran Times e dell'intervista rilasciata dall'ambasciatore iraniano in Italia. questa notizia è la prova di come sia ormai naturale spacciare l'ipocrisia per realtà legittima. se ancora lo stato iraniano viene credibilmente dipinto come un pericolo inaccettabile, allora credo che ogni tentativo di portare a fioritura il seme dell'imparzialità da qui in avanti, sia destinato al fallimento. è un bombardamento che dura da sessant'anni. la coscienza è tabula rasa. vorrei dire, non c'è speranza, ma ne scrivo e quindi, mentirei a me stesso.
http://www.youtube.com/watch?v=NVIwx3ky2l8&feature=g-all&context=G2dd5a74FAAAAAAAAcAA

domenica 4 marzo 2012

BP, intesa extragiudiziale per la marea nera del 2010

a ricordare l'incidente del 2010 alla piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico. dopo il clamore dei primi mesi, i media si sono come sempre scordati del più grave incidente petrolifero (conosciuto) della storia. proprio come del disastro di Fukushima e di tutto il dolore patito dai giapponesi. secondo me, la seconda parte dei telegiornali dovrebbe riferirsi esclusivamente al passato. al posto dei servizi sulla moda, sui gatti candidati senatori e i resoconti dettagliati circa le relazioni sentimentali  dei giardinieri, degli ospiti dei salotti dei vip, ci vorrebbe una rubrica per il recupero e la valorizzazione della memoria. nel senso più vago del termine. per rinfrescarci tutti quanti la mente su fatti ritenuti fondamentali al momento dell'accadimento, la cui eco si è poi inspiegabilmente dissolta come neve al sole: come vivono oggi le popolazioni vicino a Chernobyl e Muslimovo? chi era Tina Anselmi?, e Sindona? chi è Licio Gelli? cos'è lo IOR? e il Trattato di Lisbona? cosa accadde nel 2002 in Venezuela? mi ricordo servizi del genere negli anni della mia infanzia. per quanto l'informazione fosse pilotata anche vent'anni fa, adesso lo scadimento qualitativo davvero non censura più nessuna vergogna, mentre la storia, silenziata, ci sfugge senza che lo notiamo.

lunedì 27 febbraio 2012

Intervista all'ambasciatore iraniano in Italia

come scritto da Richard Javad Heydarian nei suoi articoli sul Tehran Times, l’Iran non sembra troppo preoccupato dall’embargo minacciato dall’Europa. l’ambasciatore in Italia dello stato arabo, afferma anzi, in questa intervista rilasciata ad un giornalista di una radio italiana, che le sanzioni finiranno per ritorcersi proprio contro l’Europa. secondo me questo, più che masochismo, potrebbe rivelarsi una manovra atta ad aumentare l’acredine della popolazione europea contro l’Iran. un naturale disagio a fronte delle carenze di approvvigionamenti di energia o dell’aumento dei prezzi ad essi correlati,  potrebbe essere un bel incentivo per rendere legittimo agli occhi dell’opinione pubblica l’intervento forte contro lo stato islamico. secondo me, e fantastico, la vera bomba emotiva sarà un attentato contro Israele o gli USA, oppure qualche altro stato “pesante”, una bomba a Parigi, alle Olimpiadi di Londra, sai che scena, e tutto il malcontento derivante dalla carenza energetica e conseguente aggravamento della crisi economica, a giustificare l’attacco. fantasie, certo, ma io non credo che l’Iran sia popolato da orde di retrogradi assassini. nemmeno l’ayatollah Khamenei, dipinto come il diavolo con le corna e il forcone, mi pare tanto peggio dei nostri leader, visto che tra l’altro considera contrari all’islam la produzione, l’utilizzo e  lo stoccaggio di armi nucleari e ribadisce il suo favore all’utilizzo della tecnologia atomica solo in ambito civile. l’idea di un’intenzione di armarsi di dispositivi di offesa nucleari da parte iraniana è supportata solo dai nostri mezzi di informazione. noi sì che ce le abbiamo per certo le bombe… e anche noi italiani, badate bene, proprio in casa. io non riesco proprio a figurarmelo come barbaro il popolo iraniano, ditemi quello che volete, sarò strano, a fronte delle testimonianze dirette di chi è stato per vacanza o lavoro nella sua terra. sono molto indeciso su dove andare questa estate, ma sempre più si fa strada in me l’idea di vedere dal vivo la realtà di questo paese, che immagino bellissimo ed ospitale come tutti i paesi arabi, a fronte di una storia millenaria, a dispetto di ogni infamante propaganda. prima che venga spianato dalle bombe intelligenti della NATO.

venerdì 24 febbraio 2012

Siria: Crimini israeliani spacciati per siriani

ancora una volta sembra che le immagini in arrivo dalla Siria, stavolta riguardano violenze compiute su bambini da parte dell'esercito, siano degli scandalosi falsi. pare che le immagini usate da un'organizzazione umanitaria israeliana per sensibilizzare l'opinione pubblica sui crimini dell'esercito siriano, siano vecchie e già state pubblicate in passato per documentare atti di violenza compiuti dagli israeliani stessi a Gaza. quindi si tratta non solo di falsi, ma anche di crimini israeliani riciclati allo scopo di tornare utili. cosa sta accadendo in Siria, non lo so. di sicuro non è quello che ci dicono le televisioni. ed anche se questa notizia appare su un insignificante blog amatoriale, dovrebbe bastare a degelittimare tutto il complesso dell'informazione di massa. i direttori delle agenzia di stampa dovrebbero dimettersi, così quelli dei giornaletti e venire almeno processati. e se questo non accade, mi dispiace tanto, è tutta colpa nostra. di noi gente comune. del nostro menefreghismo, cresciuto a girelle e telefilm. per chiunque desideri trovare informazioni libere dall'influenza della propaganda occidentale, c'è questo bel sito in italiano. in Siria la stanno facendo sporchissima, come hanno fatto in Libia.
http://www.youtube.com/watch?v=dACqDz8e2cA

giovedì 23 febbraio 2012

Ce cos'è l'ESM, o Fondo Salva Stati?

non so bene chi siano i due signori presenti in questo video, né cosa sia l'Unione Federalista Italiana, ma se è per questo non conosco neppure il direttore del Tg1 o quello di Repubblica, del Corriere della Sera o di Euronews. che si votino leggi all'insaputa dei cittadini, e spesso anche dei loro rappresentanti,  è ormai cosa nota. noto il silenzio calato dai media sulle questioni davvero pesanti, tipo il Trattato di Lisbona - presto posterò una bella lezione di Paolo Barnard a riguardo -, le morti sospette da uranio impoverito, la rivoluzione islandese, il golpe in Venezuela,  noto, per quanto mi riguarda, il fallimento come forma di governo della democrazia rappresentativa centralizzata. quindi, perché non dare un po' di attenzione, sempre e comunque dopo avere sbavato a garganella sulla farfalla di Belen, anche alle rivelazioni di questi due cordiali signori? cos'è il fondo salva stati? è un meccanismo per dare una mano a chi si trova in difficoltà o un ulteriore organo sovranazionale, con poteri pressoché illimitati, atto a ridurre al ruolo di comparse gli stati europei? a qualcuno potrebbe venire voglia di approfondire.

mercoledì 22 febbraio 2012

Le sanzioni all'Iran, di Richard Javad Heydarian (parte 2)

LA RESILIENZA ECONOMICA IRANIANA

La forza dell’Iran risiede nel surplus commerciale, un basso debito pubblico lordo e la relativa imponenza della sua economia (diciassettesima a livello mondiale), che ha beneficiato degli alti prezzi del petrolio negli ultimi anni. Con un basso debito pubblico e un sano bilancio commerciale, l’Iran, nel frattempo, può continuare ad emettere obbligazioni e appoggiarsi a finanziamenti esterni per soddisfare le proprie esigenze. Lo stato è al centro dell'economia e pertanto l'emissione di titoli di stato comporta un limitato rischio di crowding out per il settore privato. Inoltre, la crescente incertezza geo-politica e l’aumento della domanda di petrolio, hanno causato un rialzo dei prezzi del greggio. Ecco che l’Iran può conservare ancora il suo slancio economico, purché mantenga un livello relativamente stabile degli scambi di petrolio con clienti alternativi, una volta che l'embargo dell’Unione Europea entrerà in vigore nel giugno 2012. Malgrado le sanzioni, l’Iran ha in previsione di esportare circa l'80 per cento del suo petrolio, così da mantenere un significativo flusso di denaro in entrata per i prossimi mesi. Ci sono anche dei dubbi in termini di capacità e volontà da parte dei fornitori alternativi di compensare le mancate esportazioni iraniane. L’Iran esporta circa 2,5 miliardi di barili di petrolio al giorno, che rappresentano circa il 70 per cento delle capacità di ricambio dei paesi OPEC. Di conseguenza, sostituire le esportazioni iraniane significa minare ulteriormente la stabilità, già precaria, dei mercati globali di energia. Vista l’elevata volatilità del mercato energetico negli ultimi anni, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) ha già utilizzato le sue riserve strategiche in più istanze, al fine di rinsaldare un mercato sempre più instabile. L’elevata deregolamentazione dei mercati delle materie prime significa anche che la speculazione e l’emotività svolgono un ruolo fondamentale nella determinazione dei prezzi del petrolio. Con l’aggiunta di ulteriori segni di incertezza provenienti dal versante geo-politico, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. Supponendo che il petrolio iraniano fosse totalmente embargato, la minaccia ultima consisterebbe nel collasso totale nei mercati dell'energia e l'aumento del prezzo del greggio a circa 250 $ al barile, con i paesi che avvierebbero un razionamento e una corsa all’accaparramento delle forniture. Questo porterebbe non solo a soffocare le economie più fragili nel nord, ma comprometterebbe anche la parabola ascendente di molte economie emergenti, che già stanno lottando contro il calo della domanda in Europa e in America. Il petrolio iraniano è semplicemente troppo indispensabile alla stabilità economica globale e non esistono alternative ragionevoli nel prossimo futuro. Nessuna c’è da meravigliarsi quindi che Turchia, India e Cina continueranno a comprare petrolio iraniano, mentre Corea e Giappone cercheranno disperatamente di convincere gli Stati Uniti a concedere loro esenzioni e deroghe per continuare le loro importazioni dall’Iran. Come rappresaglia per le misure della Unione Europea, un Iran relativamente fiducioso già ha minacciato di anticipare l'embargo tagliando gli approvvigionamenti all’Europa. I migliori clienti europei, dall'Italia alla Grecia fino alla Spagna, sono le economie più fragili del continente, così ogni misura preventiva iraniana costituirebbe un colpo enorme per le economie dell'UE. Un’iniziativa del genere potrebbe ulteriormente erodere la fiducia nel mercato affossando i rating di credito, il che, a sua volta, farebbe aumentare gli interessi passivi. Colpendo l’Iran, l’Europa in realtà sta minando la propria stabilità. In definitiva, le sanzioni non saranno sufficienti a paralizzare il paese. Un’iniziativa del genere è controproducente e destinata a fallire. Le sanzioni, nel migliore dei casi, potrebbero influenzare intorno al 10 per cento dell'economia dell'Iran, ma il paese avrà tutti i fondi necessari per continuare i suoi programmi nucleari. In realtà, il governo ha proposto un bilancio di 443 miliardi di dollari per il 2012, e prevede di raddoppiare le spese militari nei prossimi mesi. Pertanto, le sanzioni servono semplicemente a danneggiare il popolo iraniano e a fomentare ulteriore diffidenza verso l’occidente.

RIAPERTURA DEI COLLOQUI

Con tante frizioni ad inasprire i legami tra l'Iran e l'Occidente, l'onere della riapertura dei colloqui è stato posto sulle spalle di paesi come Turchia e Russia, che hanno mantenuto forti legami con il loro vicino persiano. Russia e Turchia hanno un interesse diretto nella stabilità dell'Iran, perché qualsiasi conflitto tra l'Occidente e lo stato arabo potrebbe compromettere la sicurezza regionale e avere enormi effetti negativi sui legami commerciali con Teheran. Mentre la Russia detesta qualsiasi avventura militare occidentale vicino ai suoi confini, l’economia in grande crescita della Turchia è altamente dipendente dalle esportazioni di energia iraniana. Qualsiasi conflitto in Iran potrebbe minare la sicurezza nazionale della Turchia e spegnere tutte le sue speranze di entrare a fare parte dell’Unione Europea. Quindi la posta in gioco è abbastanza alto per entrambe le nazioni, interessate a canalizzare le crescenti tensioni in direzione di una risoluzione diplomatica. Dal momento della chiusura dell'ambasciata britannica a Tehran, i canali di comunicazione iraniani con l’occidente si sono notevolmente ridotti, così da rendere Mosca e Ankara l'ultimo significativo ponte tra l'Iran e l'Occidente. Da parte sua, l’Iran sembra essere interessato a sedersi attorno a un tavolo, ed invia i suoi alti funzionari regolarmente a Mosca ed Ankara per preparare il terreno alle negoziazioni. L'economia iraniana sta accusando il colpo e Teheran non sembra interessata ad impegnarsi in qualsiasi confronto militare, preferendo riavviare nuovamente colloqui sostanziali. I pragmatisti stanno attivamente spingendo per una soluzione diplomatica. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad e il ministro degli esteri Ali Akbar Salehi, hanno recentemente ribadito l’interesse del loro paese a riaprire i colloqui con il cosiddetto (P5 + 1), composto da Germania e cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC). Per dimostrare la sua sincerità, il mese scorso, la leadership iraniana ha accolto una visita tecnica dei rappresentanti dell'AIEA. Entrambe le parti hanno definito la visita come molto costruttiva, e stabilito un accordo per effettuare il più presto possibile un’ulteriore visita. L’Iran sta anche ultimando il contenuto della risposta alla richiesta dell'Unione Europea per i colloqui sulla questione nucleare, con Istanbul come sito probabile per ospitare i negoziati. Tuttavia, l'Iran ha respinto in anticipo qualsiasi richiesta di sospensione di arricchimento nucleare, ma c'è un'alta probabilità che aderisca ad una proposta “passo passo” proveniente dalla Russia, secondo la quale in cambio della trasparenza dell’Iran in ogni fase dei negoziati, ci sarà un’attenuazione delle sanzioni.

L’OCCIDENTE DOVREBBE RIPENSARE LA PROPRIA STRATEGIA

L'alternativa strategica alla diplomazia è la guerra, perché le sanzioni sono solo una manovra tattica per raggiungere fini strategici. Tuttavia, le sanzioni, soprattutto nel caso dell'Iran, non fanno altro che punire la maggior parte della popolazione, innocente, amareggiano la società, e incoraggiano i “falchi” a scapito dei “pragmatisti”. Tecnicamente, l'economia dell'Iran è semplicemente troppo grande da paralizzare, senza rischiare un terremoto energetico a livello globale e il complesso nucleare iraniano è troppo avanzato per smantellarlo. L’Iran sarà in grado di sopportare le pesanti sanzioni, perché il paese ha ancora miliardi di dollari per sostenere le proprie forze armate e avanzare nel suo programma nucleare. Pertanto, è fondamentale per l'Occidente dare alla diplomazia una possibilità e ricalibrare il tenore delle sanzioni. La guerra è un'alternativa impensabile, perché qualsiasi conflitto tra una potenza regionale come l'Iran e l'Occidente potrebbe innescare una crisi internazionale. L'economia mondiale è troppo fragile per sopportare un urto tanto forte, ed è nell'interesse della società internazionale trovare una soluzione pacifica e diplomatica al programma nucleare iraniano, per timore di incorrere in una recessione economica globale ancora più letale. I negoziati non potranno risolvere le grandi differenze ideologiche e strategiche, ma sono un passo cruciale e necessario per costruire un clima di fiducia e superare il profondo senso di diffidenza reciproca che divide le parti. Se l'Occidente avesse accolto con favore la Dichiarazione di Teheran del 2010, saremmo ora nel secondo anno di negoziati atti a sviluppare la fiducia e il dialogo tra le parti. Eppure c'è ancora speranza. I “pragmatici” dell'Iran percepiscono l’urgenza della questione, mentre gli interlocutori come la Turchia – per nulla scoraggiati dallo snobismo dell'Occidente verso la proposta turco-brasiliana sul programma nucleare iraniano - cercano instancabilmente di evitare una catastrofe. Lo status quo è semplicemente insostenibile. L’Iran ha mostrato il suo interesse alla riapertura dei colloqui, Turchia e Russia hanno sostenuto tale mossa, ora la palla passa nelle mani dell’Occidente. Speriamo che la ragione ancora una volta prevalga sulla passione.