MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

Etichette

Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post

giovedì 6 settembre 2012

La democrazia europea è una dittatura sovranazionale?

consiglio ai naviganti di dare un'occhiata a questo video. è indubbio che le leggi, i trattati, le linee guida a livello europeo siano sempre decise in gran segreto. alla massa viene dato in pasto il localismo della destra e della sinistra, il pd contro il pdl, mentre le linee guida economiche sovranazionali sono decise in fretta e senza che nessuno sappia niente. ti ritrovi la legge bella e fatta. vedi il Trattato di Lisbona. una donna con le palle. merita di essere ascoltata.

mercoledì 7 marzo 2012

Adidas: utili record

complimenti ai vertici manageriali del Gruppo Adidas. in un periodo di crisi l'azienda ha chiuso con una crescita pari al 8% rispetto all'anno passato. a qualcuno passa per la testa che le scarpe vengono cucite in Vietnam, Indonesia, India, Cina eccetera eccetera eccetera, da operai schiavi macellati da turni infiniti, in laboratori da bagno penale, per cento rupie giornaliere ad essere ottimisti? a qualche giornalista, magari. se siamo esseri umani, questa dovrebbe essere la notizia e l'utile, niente più di un farisaico movente per la riduzione in schiavitù di masse private della speranza.

http://www.youtube.com/watch?v=puVazP49TOo&feature=g-all&context=G2e4a935FAAAAAAAAUAA

giovedì 1 marzo 2012

Debitocrazia: La Nuova Dittatura dell'UE

bellissimo ed attualissimo documentario sugli “aiuti” finanziari alla Grecia e ai paesi in crisi, da parte dell’Unione Europea e del FMI. una truffa legalizzata per tenere in pugno chi già si trova in stato di pesante difficoltà. interessantissima la definizione di debito detestabile, chiaramente sottaciuta alle masse… e come sempre i paesi dell’America Latina alzano  la testa… il continente sudamericano sembra davvero l’ultimo baluardo dove trovare qualche politico che ha ancora a cuore i destini del proprio paese e non gli interessi delle corporazioni. onore al presidente ecuadoriano Correa. quanto tempo ci vorrà perché lo assassinino? per vedere i sottotitoli in italiano premere il pulsante “CC” sulla parte bassa destra del player di youtube. da vedere assolutamente.

lunedì 27 febbraio 2012

Intervista all'ambasciatore iraniano in Italia

come scritto da Richard Javad Heydarian nei suoi articoli sul Tehran Times, l’Iran non sembra troppo preoccupato dall’embargo minacciato dall’Europa. l’ambasciatore in Italia dello stato arabo, afferma anzi, in questa intervista rilasciata ad un giornalista di una radio italiana, che le sanzioni finiranno per ritorcersi proprio contro l’Europa. secondo me questo, più che masochismo, potrebbe rivelarsi una manovra atta ad aumentare l’acredine della popolazione europea contro l’Iran. un naturale disagio a fronte delle carenze di approvvigionamenti di energia o dell’aumento dei prezzi ad essi correlati,  potrebbe essere un bel incentivo per rendere legittimo agli occhi dell’opinione pubblica l’intervento forte contro lo stato islamico. secondo me, e fantastico, la vera bomba emotiva sarà un attentato contro Israele o gli USA, oppure qualche altro stato “pesante”, una bomba a Parigi, alle Olimpiadi di Londra, sai che scena, e tutto il malcontento derivante dalla carenza energetica e conseguente aggravamento della crisi economica, a giustificare l’attacco. fantasie, certo, ma io non credo che l’Iran sia popolato da orde di retrogradi assassini. nemmeno l’ayatollah Khamenei, dipinto come il diavolo con le corna e il forcone, mi pare tanto peggio dei nostri leader, visto che tra l’altro considera contrari all’islam la produzione, l’utilizzo e  lo stoccaggio di armi nucleari e ribadisce il suo favore all’utilizzo della tecnologia atomica solo in ambito civile. l’idea di un’intenzione di armarsi di dispositivi di offesa nucleari da parte iraniana è supportata solo dai nostri mezzi di informazione. noi sì che ce le abbiamo per certo le bombe… e anche noi italiani, badate bene, proprio in casa. io non riesco proprio a figurarmelo come barbaro il popolo iraniano, ditemi quello che volete, sarò strano, a fronte delle testimonianze dirette di chi è stato per vacanza o lavoro nella sua terra. sono molto indeciso su dove andare questa estate, ma sempre più si fa strada in me l’idea di vedere dal vivo la realtà di questo paese, che immagino bellissimo ed ospitale come tutti i paesi arabi, a fronte di una storia millenaria, a dispetto di ogni infamante propaganda. prima che venga spianato dalle bombe intelligenti della NATO.

giovedì 23 febbraio 2012

Ce cos'è l'ESM, o Fondo Salva Stati?

non so bene chi siano i due signori presenti in questo video, né cosa sia l'Unione Federalista Italiana, ma se è per questo non conosco neppure il direttore del Tg1 o quello di Repubblica, del Corriere della Sera o di Euronews. che si votino leggi all'insaputa dei cittadini, e spesso anche dei loro rappresentanti,  è ormai cosa nota. noto il silenzio calato dai media sulle questioni davvero pesanti, tipo il Trattato di Lisbona - presto posterò una bella lezione di Paolo Barnard a riguardo -, le morti sospette da uranio impoverito, la rivoluzione islandese, il golpe in Venezuela,  noto, per quanto mi riguarda, il fallimento come forma di governo della democrazia rappresentativa centralizzata. quindi, perché non dare un po' di attenzione, sempre e comunque dopo avere sbavato a garganella sulla farfalla di Belen, anche alle rivelazioni di questi due cordiali signori? cos'è il fondo salva stati? è un meccanismo per dare una mano a chi si trova in difficoltà o un ulteriore organo sovranazionale, con poteri pressoché illimitati, atto a ridurre al ruolo di comparse gli stati europei? a qualcuno potrebbe venire voglia di approfondire.

mercoledì 22 febbraio 2012

Le sanzioni all'Iran, di Richard Javad Heydarian (parte 2)

LA RESILIENZA ECONOMICA IRANIANA

La forza dell’Iran risiede nel surplus commerciale, un basso debito pubblico lordo e la relativa imponenza della sua economia (diciassettesima a livello mondiale), che ha beneficiato degli alti prezzi del petrolio negli ultimi anni. Con un basso debito pubblico e un sano bilancio commerciale, l’Iran, nel frattempo, può continuare ad emettere obbligazioni e appoggiarsi a finanziamenti esterni per soddisfare le proprie esigenze. Lo stato è al centro dell'economia e pertanto l'emissione di titoli di stato comporta un limitato rischio di crowding out per il settore privato. Inoltre, la crescente incertezza geo-politica e l’aumento della domanda di petrolio, hanno causato un rialzo dei prezzi del greggio. Ecco che l’Iran può conservare ancora il suo slancio economico, purché mantenga un livello relativamente stabile degli scambi di petrolio con clienti alternativi, una volta che l'embargo dell’Unione Europea entrerà in vigore nel giugno 2012. Malgrado le sanzioni, l’Iran ha in previsione di esportare circa l'80 per cento del suo petrolio, così da mantenere un significativo flusso di denaro in entrata per i prossimi mesi. Ci sono anche dei dubbi in termini di capacità e volontà da parte dei fornitori alternativi di compensare le mancate esportazioni iraniane. L’Iran esporta circa 2,5 miliardi di barili di petrolio al giorno, che rappresentano circa il 70 per cento delle capacità di ricambio dei paesi OPEC. Di conseguenza, sostituire le esportazioni iraniane significa minare ulteriormente la stabilità, già precaria, dei mercati globali di energia. Vista l’elevata volatilità del mercato energetico negli ultimi anni, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) ha già utilizzato le sue riserve strategiche in più istanze, al fine di rinsaldare un mercato sempre più instabile. L’elevata deregolamentazione dei mercati delle materie prime significa anche che la speculazione e l’emotività svolgono un ruolo fondamentale nella determinazione dei prezzi del petrolio. Con l’aggiunta di ulteriori segni di incertezza provenienti dal versante geo-politico, la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. Supponendo che il petrolio iraniano fosse totalmente embargato, la minaccia ultima consisterebbe nel collasso totale nei mercati dell'energia e l'aumento del prezzo del greggio a circa 250 $ al barile, con i paesi che avvierebbero un razionamento e una corsa all’accaparramento delle forniture. Questo porterebbe non solo a soffocare le economie più fragili nel nord, ma comprometterebbe anche la parabola ascendente di molte economie emergenti, che già stanno lottando contro il calo della domanda in Europa e in America. Il petrolio iraniano è semplicemente troppo indispensabile alla stabilità economica globale e non esistono alternative ragionevoli nel prossimo futuro. Nessuna c’è da meravigliarsi quindi che Turchia, India e Cina continueranno a comprare petrolio iraniano, mentre Corea e Giappone cercheranno disperatamente di convincere gli Stati Uniti a concedere loro esenzioni e deroghe per continuare le loro importazioni dall’Iran. Come rappresaglia per le misure della Unione Europea, un Iran relativamente fiducioso già ha minacciato di anticipare l'embargo tagliando gli approvvigionamenti all’Europa. I migliori clienti europei, dall'Italia alla Grecia fino alla Spagna, sono le economie più fragili del continente, così ogni misura preventiva iraniana costituirebbe un colpo enorme per le economie dell'UE. Un’iniziativa del genere potrebbe ulteriormente erodere la fiducia nel mercato affossando i rating di credito, il che, a sua volta, farebbe aumentare gli interessi passivi. Colpendo l’Iran, l’Europa in realtà sta minando la propria stabilità. In definitiva, le sanzioni non saranno sufficienti a paralizzare il paese. Un’iniziativa del genere è controproducente e destinata a fallire. Le sanzioni, nel migliore dei casi, potrebbero influenzare intorno al 10 per cento dell'economia dell'Iran, ma il paese avrà tutti i fondi necessari per continuare i suoi programmi nucleari. In realtà, il governo ha proposto un bilancio di 443 miliardi di dollari per il 2012, e prevede di raddoppiare le spese militari nei prossimi mesi. Pertanto, le sanzioni servono semplicemente a danneggiare il popolo iraniano e a fomentare ulteriore diffidenza verso l’occidente.

RIAPERTURA DEI COLLOQUI

Con tante frizioni ad inasprire i legami tra l'Iran e l'Occidente, l'onere della riapertura dei colloqui è stato posto sulle spalle di paesi come Turchia e Russia, che hanno mantenuto forti legami con il loro vicino persiano. Russia e Turchia hanno un interesse diretto nella stabilità dell'Iran, perché qualsiasi conflitto tra l'Occidente e lo stato arabo potrebbe compromettere la sicurezza regionale e avere enormi effetti negativi sui legami commerciali con Teheran. Mentre la Russia detesta qualsiasi avventura militare occidentale vicino ai suoi confini, l’economia in grande crescita della Turchia è altamente dipendente dalle esportazioni di energia iraniana. Qualsiasi conflitto in Iran potrebbe minare la sicurezza nazionale della Turchia e spegnere tutte le sue speranze di entrare a fare parte dell’Unione Europea. Quindi la posta in gioco è abbastanza alto per entrambe le nazioni, interessate a canalizzare le crescenti tensioni in direzione di una risoluzione diplomatica. Dal momento della chiusura dell'ambasciata britannica a Tehran, i canali di comunicazione iraniani con l’occidente si sono notevolmente ridotti, così da rendere Mosca e Ankara l'ultimo significativo ponte tra l'Iran e l'Occidente. Da parte sua, l’Iran sembra essere interessato a sedersi attorno a un tavolo, ed invia i suoi alti funzionari regolarmente a Mosca ed Ankara per preparare il terreno alle negoziazioni. L'economia iraniana sta accusando il colpo e Teheran non sembra interessata ad impegnarsi in qualsiasi confronto militare, preferendo riavviare nuovamente colloqui sostanziali. I pragmatisti stanno attivamente spingendo per una soluzione diplomatica. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad e il ministro degli esteri Ali Akbar Salehi, hanno recentemente ribadito l’interesse del loro paese a riaprire i colloqui con il cosiddetto (P5 + 1), composto da Germania e cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC). Per dimostrare la sua sincerità, il mese scorso, la leadership iraniana ha accolto una visita tecnica dei rappresentanti dell'AIEA. Entrambe le parti hanno definito la visita come molto costruttiva, e stabilito un accordo per effettuare il più presto possibile un’ulteriore visita. L’Iran sta anche ultimando il contenuto della risposta alla richiesta dell'Unione Europea per i colloqui sulla questione nucleare, con Istanbul come sito probabile per ospitare i negoziati. Tuttavia, l'Iran ha respinto in anticipo qualsiasi richiesta di sospensione di arricchimento nucleare, ma c'è un'alta probabilità che aderisca ad una proposta “passo passo” proveniente dalla Russia, secondo la quale in cambio della trasparenza dell’Iran in ogni fase dei negoziati, ci sarà un’attenuazione delle sanzioni.

L’OCCIDENTE DOVREBBE RIPENSARE LA PROPRIA STRATEGIA

L'alternativa strategica alla diplomazia è la guerra, perché le sanzioni sono solo una manovra tattica per raggiungere fini strategici. Tuttavia, le sanzioni, soprattutto nel caso dell'Iran, non fanno altro che punire la maggior parte della popolazione, innocente, amareggiano la società, e incoraggiano i “falchi” a scapito dei “pragmatisti”. Tecnicamente, l'economia dell'Iran è semplicemente troppo grande da paralizzare, senza rischiare un terremoto energetico a livello globale e il complesso nucleare iraniano è troppo avanzato per smantellarlo. L’Iran sarà in grado di sopportare le pesanti sanzioni, perché il paese ha ancora miliardi di dollari per sostenere le proprie forze armate e avanzare nel suo programma nucleare. Pertanto, è fondamentale per l'Occidente dare alla diplomazia una possibilità e ricalibrare il tenore delle sanzioni. La guerra è un'alternativa impensabile, perché qualsiasi conflitto tra una potenza regionale come l'Iran e l'Occidente potrebbe innescare una crisi internazionale. L'economia mondiale è troppo fragile per sopportare un urto tanto forte, ed è nell'interesse della società internazionale trovare una soluzione pacifica e diplomatica al programma nucleare iraniano, per timore di incorrere in una recessione economica globale ancora più letale. I negoziati non potranno risolvere le grandi differenze ideologiche e strategiche, ma sono un passo cruciale e necessario per costruire un clima di fiducia e superare il profondo senso di diffidenza reciproca che divide le parti. Se l'Occidente avesse accolto con favore la Dichiarazione di Teheran del 2010, saremmo ora nel secondo anno di negoziati atti a sviluppare la fiducia e il dialogo tra le parti. Eppure c'è ancora speranza. I “pragmatici” dell'Iran percepiscono l’urgenza della questione, mentre gli interlocutori come la Turchia – per nulla scoraggiati dallo snobismo dell'Occidente verso la proposta turco-brasiliana sul programma nucleare iraniano - cercano instancabilmente di evitare una catastrofe. Lo status quo è semplicemente insostenibile. L’Iran ha mostrato il suo interesse alla riapertura dei colloqui, Turchia e Russia hanno sostenuto tale mossa, ora la palla passa nelle mani dell’Occidente. Speriamo che la ragione ancora una volta prevalga sulla passione. 

domenica 5 febbraio 2012

Monti: la crisi e le sovravità nazionali

qui non servono fonti. esce tutto dalla bocca del premier. bisogna vedere in che contesto sono da inscriversi queste affermazioni, ma con tutta la buona volontà, faccio fatica a giustificarle. "l'Europa ha bisogno di gravi crisi per fare passi avanti", secondo il primo ministro... guardatelo, è importante. se non per voi o per l'illusione della libertà, almeno per le generazioni future.
http://www.youtube.com/watch?v=B1DXSqCHaZs&feature=g-all-a&list=PLD8C0A02156C62416&context=G202a284FAAAAAAAAGAA

venerdì 3 febbraio 2012

Atene nella morsa di proteste e creditori

fatemi capire: per salvare un sistema dal baratro, si sprofondano in miseria i suoi elementi costitutivi. funziona così? fraintendo? detta così sembra un controsenso. come dire che per salvare un edificio se ne tarlano le travi.
http://www.youtube.com/watch?v=HBw3M9difqk&feature=g-all-u&context=G246c268FAAAAAAAADAA

giovedì 2 febbraio 2012

Monti vuole pagare il debito con l'oro italiano!?

un video da guardare e tenere da conto come tutto quello che si sente applicando gli opportuni filtri. e per tutto quello che si sente intendo anche i rumori dei clacson, le risate dei bambini e le farneticazioni dei folli. io non so se questa notizia sia vera, e cioè se Mario Monti voglia davvero ripagare il debito prosciugando la riserva aurea. se così fosse, da completo ignorante, non mi sembra una gran lampo di genio. insomma, l'oro è l'unica cosa che vale veramente, a differenza degli euro che, abbiamo visto essere solo carta stampata senza controvalore. se davvero il nostro leader se ne sbarazza, prende corpo la teoria del complotto - lui mica è scemo, l'economia la conosce bene -, che lo vuole asservito agli interessi  sovranazionali della cosiddetta cricca Bilderberg. non  mi sembra lontanamente vantaggioso per uno stato, privarsi del proprio oro. da nessun punto di vista. dobbiamo rimetterci in carreggiata, mica immiserirci. trovare il modo di mettere l'economia in grado di recuperare senza farsi tagliare la gola; così ragiona il leader di uno stato del quale difende realmente gli interessi. e più ci ragiono, più il meccanismo del debito mi sembra una spirale piuttosto perversa, un modo per tenere qualcuno nel taschino. ed è vero che un debito esiste finché ci si sente in dovere di pagarlo. se questa volontà viene meno, il debito è solo una richiesta insoddisfatta. presto posterò qualcosa al riguardo.
http://www.youtube.com/watch?v=QO8LMjZWXyA&feature=g-all-f&context=G29281d2FAAAAAAAAJAA


immagine di Paolo Neupaul Palmacci


mercoledì 1 febbraio 2012

L'export asiatico colpito dalla crisi europea

è chiaro. se l'economia europea è ferma, ne risentono anche i mercati asiatici, i quali vendono grandi quantità dei loro prodotti vantaggiosi all'occidente. non so cosa possa conseguirne. credo nel principio dei vasi comunicanti. il nostro tenore di vita si abbasserà e lo sta già facendo, mentre quello degli asiatici si alzerà fino a pareggiarlo. non ho una grossa fantasia economica e tanto meno competenze. lo scenario che riesco ad immaginare è tuttavia questo. penso anche ad una guerra. bella tosta su larga scala. il pretesto è facile inventarlo. lo è sempre stato. un po' di propaganda in tivvù. qualche immagine ad effetto, tipo uccelli con le ali catramate, fosse comuni improvvisate. la guerra è da sempre il toccasana dell'economia in crisi. crisi, guerra, ripresa. è un ciclo familiare.

lunedì 30 gennaio 2012

Sciopero in Belgio, bloccata frontiera con la Germania

alcuni video per documentare le proteste e gli scioperi in Belgio, contro le misure di austerità imposte dal governo. non solo forconi, autotrasportatori e taxisti nostrani. l'insoddisfazione è il denominatore comune dei popoli europei.

domenica 22 gennaio 2012

Inside Job di Charles Ferguson

Inside Job è un documentario del 2010, che offre una visione assai inquietante e verosimile dei motivi scatenanti la crisi economica globale ancora in essere. gli intervistati sono esperti economici ed anche alcuni dei personaggi ritenuti responsabili del disastro, anche se la maggior parte di loro non presenzia. e non per una mancata concessione di permessi da parte della dirigenza del carcere in cui sono ospitati. la loro condotta fallimentare e disumana non è stata perseguita infatti,  ma per loro rifiuto volontario, dato che rivestono ancora oggi ruoli chiave nell’amministrazione del presidente della “svolta”, il fintonegro boogie-woogie, al secolo Barack Obama. i credit default swap e il sistema perverso dei derivati vengono spiegati con estrema chiarezza, tanto da risultare comprensibili persino a un completo ignorante finanziario come me. con l'avvento della globalizzazione tutte le economie sono collegate e se qualcuna crolla, ne risentono per forza di cose tutte le altre. se poi entra in crisi profonda  il sistema economico principale, il disastro fa presto a diventare planetario. in sintesi, è quello che è successo. paghiamo per la condotta consapevolmente leggera di un manipolo di capitani dell’alta finanza convinti di essere Dio, tutt’ora milionari, nonostante il danno arrecato a milioni di esseri umani. se siete di quelli che hanno perso il lavoro, sappiate da dove originano le vostre disgrazie.
Posto i link dove potete scaricare il documento, visto che la versione italiana resiste solo qualche giorno su youtube, prima di essere stroncata. Quindi scaricatelo… per ottimizzare il download e tagliare i tempi di attesa tra un file e l’altro, vi consiglio di scaricare jdonwloader.
Qui trovate la guida per configurarlo in modo da cambiare automaticamente l'indirizzo ip della rete. E’ molto semplice, credetemi… ne vale la pena.

Ecco i link:

http://www.filesonic.com/file/4101946075/INSJ9.part01.rar
http://www.filesonic.com/file/4101949645/INSJ9.part02.rar
http://www.filesonic.com/file/4101922645/INSJ9.part03.rar
http://www.filesonic.com/file/4101950335/INSJ9.part04.rar
http://www.filesonic.com/file/4101922675/INSJ9.part05.rar
http://www.filesonic.com/file/4101922685/INSJ9.part06.rar
http://www.filesonic.com/file/4101950265/INSJ9.part07.rar
http://www.filesonic.com/file/4101950325/INSJ9.part08.rar
http://www.filesonic.com/file/4101950355/INSJ9.part09.rar
http://www.filesonic.com/file/4101922705/INSJ9.part10.rar
http://www.filesonic.com/file/4101965725/INSJ9.part11.rar
http://www.filesonic.com/file/4101965755/INSJ9.part12.rar
http://www.filesonic.com/file/4101949665/INSJ9.part13.rar
http://www.filesonic.com/file/4101965705/INSJ9.part14.rar
http://www.filesonic.com/file/4106890435/INSJ9.part15.rar
http://www.filesonic.com/file/4101965765/INSJ9.part16.rar
http://www.filesonic.com/file/4101909355/INSJ9.part17.rar

domenica 15 gennaio 2012

Tensioni nel Golfo, la Cina chiede petrolio ai sauditi

se gli USA faranno la guerra all'Iran, la Cina ne risentirà. con L'Iraq e la Libia sono stati buoni perché i loro interessi non venivano toccati, ma una guerra in Persia pregiudicherebbe il loro tasso di crescita. che succede se i sauditi, notoriamente lacché di washington, non concedono il petrolio ai cinesi? troppi se in sole due frasi. però è una notizia che andava data. la situazione nel golfo è esplosiva come sempre e non c'è più soltanto una superpotenza.
http://www.youtube.com/watch?v=TQgScXBwtHI&feature=g-all-u&context=G2ec8a16FAAAAAAAAAAA

sabato 17 dicembre 2011

Marra presenta l'esposto contro Monti-Bilderberg

vi prego guardatelo. mi sembra davvero interessante il punto di vista di questo signore. finalmente si parla dell'appartenenza di Monti al Bilderberg e dell'infondato potere delle banche. se tutte le cose che quest'uomo dice sono false, perché in tutti questi anni non si è preso seimila anni di carcere per diffamazione? forse perché siamo così convinti degli insegnamenti che ci hanno inculcato fin dai primi anni di scuola, che riteniamo ogni visione rivoluzionaria come irrealizzabile o aliena alla realtà? punirlo significherebbe dargli importanza, meglio lasciarlo delirare. ma io sono convinto che la differenza tra delirio e realtà sia sempre più fittizia e difficilmente distinguibile. non è delirio spendere mille euro per un brillante estratto dal fango da un bambino africano? non è delirante attaccare uno stato sovrano accusato di dittatura e lasciare i ruandesi a massacrarsi a centinaia di migliaia? non è delirio immaginare che con le conoscenze tecniche e scientifiche dell'uomo moderno si possa creare una società dove tutti gli esseri possano vivere dignitosamente.

a questo link trovate l'elenco aggiornato dei membri del Bilderberg: http://www.bilderbergmeetings.org/governance.html

giovedì 15 dicembre 2011

Eugenio Benetazzo: le aspettative di Monti

consiglio di seguire da 4:20 in poi. la sparata sul Premio Nobel potrà apparire folkloristica, ma solo nella forma. per il resto Benetazzo propone come sempre il suo punto di vista originale e senza peli sulla lingua. una voce fuori dal coro fa sempre bene.

martedì 13 dicembre 2011

L'inganno di Obama di Alex Jones

un altro film che fa molto discutere i naviganti. per alcuni rappresenta la verità sacrosanta, vergognosamente sottaciuta dagli organi di informazione ufficiali, per altri è soltanto un'accozzaglia di idiozie complottiste. si parla di massoneria e di poteri occulti, della deregolamentazione finanziaria, ritenuta responsabile dell'attuale crisi globale. non voglio annoiare nessuno con le mie impressioni in merito, desidero solo dare visibilità a punti di vista preoccupantemente emarginati dall'informazione di massa.
http://www.youtube.com/playlist?list=PL1ECD5F66777080AF&feature=edit_ok

Occupy Wall Street manifesta in California

non solo Ruby e cronaca nera, rosa, a pois. qualcuno distingue ancora una notizia.
http://www.youtube.com/watch?v=okRJWIKGEug&feature=g-all