MANIFESTO

MANIFESTO

come tutto in natura, anche il manifesto di questo blog è in continua mutazione. nessuno scopo preciso. la verità non credo esista, tanto più nell’epoca post-moderna, dove il bombardamento mediatico è cresciuto grazie ad internet e alle nuove tecnologie. nell'abbondanza ci si confonde facilmente. tuttavia, alcuni punti di vista rimangono dominanti, in quanto maggiormente pubblicizzati dagli organi di informazione ufficiali. questo spazio, tra l’altro, vorrebbe essere veicolo per quelle voci che non si sentono e che per la maggior parte delle persone flirtano con l’assurdo. mi è sempre piaciuto l’assurdo per la sua vicinanza con la natura intima degli esseri e dei fenomeni. per la maggior parte pubblicherò delle playlist salvate sul mio canale di youtube, non per imporre la mia visione incoerente della realtà, ma per dare asilo, oltre che alle versioni ufficiali, a tutto il sommerso di voci più o meno nascoste che dicono il diverso. se poi si tratta di complotti o paranoie, questo lo deciderà il lettore. non cerco fan né promuovo un ideale specifico. non ho la costanza per stare dietro a nessun impegno superiore al respirare. sento semplicemente lo scemare della libertà di espressione, la delicata linfa della diversità andare sperperandosi senza che la maggior parte lo consideri un delitto. vedo le generazioni assopirsi e sento che anche per me, apatico cronico, è venuto il momento di alleggerire la coscienza.

domenica 26 agosto 2012

the byrds, ballad of easy rider

The river flows
It flows to the sea
Wherever that river goes
That's where I want to be
Flow river flow
Let your waters wash down
Take me from this road
To some other town

domenica 29 luglio 2012

Intervista ai due italiani liberati in Siria

sentire per credere: i due italiani liberati in Siria affermano di dovere la loro libertà all'esercito siriano. lo stesso che secondo i nostri media sta massacrando la popolazione in un delirio di sangue e violenza. ora ditemi voi qualcosa. non ho dubbi sul fatto che l'intervista non sia passata sulle reti nazionali.
http://www.youtube.com/watch?v=sfLW5dR9prw&feature=g-all-lik

sabato 28 luglio 2012

Un documento sulla Siria

invito chiunque abbia quarantacinque minuti da perdere ad osservare questo video e magari domandarsi se l’informazione che ci propinano i telegiornali non sia un’altra forma di propaganda a favore delle democrazie che la sovvenzionano, il sistema occidentale che andiamo spacciando come un esempio di civiltà evoluta; mentre è soltanto il rapace imperialismo proprio di tutti i secoli successivi alla scoperta delle Americhe. non c’è nessun dittatore intollerabile, non ci sono stragi di civili, fosse comuni filmate col telefonino e sputtanate su internet (basta cercarle) un’ora dopo. c’è invece il principio di non intervento che non viene sistematicamente rispettato da quando Bush ha attaccato l’Iraq nel novanta. Assad deve governare, come dovevano continuare a regnare Gheddafi e Saddam Hussein. che, tra l’altro sono stati giustiziati. ecco come la luce della civiltà occidentale tratta i nemici vinti: assassinandoli. mettendo cioè molta empatia, voglio dire spirito di cooperazione nel suo comportamento, come si addice ai nuovi principi di amore e fraternità dei popoli post guerra mondiale. non me ne frega un cazzo della Siria. se poso dire: affari loro. si ammazzano anche in Colombia, a Marsiglia e in Congo. quando è successo in Ruanda non gliene fregava un cazzo a nessuno. nessuno ha mosso un dito. é giusto che ogni popolo sia arbitro del proprio destino. se hanno un dittatore, se lo saranno meritati e se ne avranno voglia spetterà solo a loro liberarsene. Per sceglierne un altro, verosimilmente. non c’è alcun motivo perché forze esterne debbano intervenire in situazioni a cui sono estranee per avvantaggiarsi della situazione instaurando un governo compiacente. insomma, basta cazzate. perché a questo siamo arrivati: basta con le cazzate e le fantasiose giustificazioni hollywoodiane. A questo link trovate la carta delle nazioni unite, redatta nel 1945 dopo la seconda guerra mondiale. Alla luce di quello che sta succedendo sembra una barzelletta. E’ stata concepita subito dopo il flagello planetario della seconda guerra mondiale e i vecchi saggi devono essersi fatti prendere dai sentimenti,  i quali come tutti sappiamo, lasciano il tempo che trovano: da giovani sembrano la cosa più importante del mondo, ma appassiscono in fretta al finire dell'ondata emotiva. l’enfasi del discorso si focalizza fin da subito sull’importanza di un impegno collettivo affinché l’umanità non debba patire mai più gli orrori della guerra. spassoso o demente, a sessanta anni di distanza. riporto i primi articoli per invogliarvi ad andare avanti. sempre che abbiate voglia di farvi tirare su il morale:

1. L'Organizzazione è fondata sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi Membri. 
 2. I Membri, al fine di assicurare a ciascuno di essi i diritti e i benefici risultanti dalla loro
 qualità di Membro, devono adempiere in buona fede gli obblighi da loro assunti in
 conformità al presente Statuto. 
 3. I Membri devono risolvere le loro controversie internazionali con mezzi pacifici, in
 maniera che la pace e la sicurezza internazionale, e la giustizia, non siano messe in pericolo. 
 4. I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall'uso
 della forza, sia contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in
 qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite. 
 5. I Membri devono dare alle Nazioni Unite ogni assistenza in qualsiasi azione che queste
 intraprendono in conformità alle disposizioni del presente Statuto, e devono astenersi dal
 dare assistenza a qualsiasi Stato contro  cui le Nazioni Unite intraprendono un'azione
 preventiva o coercitiva. 
 6. L'Organizzazione deve fare in modo che Stati che non sono Membri delle Nazioni Unite
 agiscano in conformità a questi principi, per quanto possa essere necessario per il
 mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. 
 7. Nessuna disposizione del presente Statuto  autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in
 questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno Stato, né obbliga
 i Membri a sottoporre tali questioni ad una procedura di regolamento in applicazione del
 presente Statuto; questo principio non pregiudica però l'applicazione di misure coercitive a
 norma del capitolo VII.

Quello che preferisco è il punto 4. Allora se esistono le nazioni unite, mi chiedo a che cosa serva la nato, un’alleanza economico-militare. Se tutte le nazioni sono unite, allora perché all’interno di questa famigliola amorevole, ci devono essere degli amici più amici fra loro? Per chi lo desidera, i 14 punti del patto atlantico.

sabato 30 giugno 2012


LA LACUNA STAVA NEL PROGETTO

La lacuna stava nel progetto. Lavorare con un pazzo è un suicidio anticipato. Patrice aveva la testa dura come l’acciaio e qualche offuscamento nei momenti in cui bisogna mantenere il sangue freddo. La sua vocazione era il furto. Con le armi era negato e non lo voleva capire. Prima di entrare reclamò il mitra riservato a Jean Claude.
- Non facciamo cazzate – gli rispose il genio falsario – il piano è chiaro -.
 Ma Patrice era già sceso dal furgone col cannone in mano e guidava la batteria; lui, che sarebbe dovuto entrare per ultimo. Agli altri professionisti sembrò di trovarsi catapultati a teatro a recitare una rappresentazione priva di copione. Patrice continuò a fare il fenomeno anche all’interno. Colpì alla mascella un vecchio inerme, che si afflosciò a terra e per tutto il tempo rimase tremante, abbracciato a una colonna come un naufrago al salvagente. Poi se la prese col direttore, che non voleva dirgli dove aveva nascosto i soldi. Per convincerlo sbattè una cliente al bancone e avvinghiandola da dietro si mise a scandagliarla in profondità in mezzo alle gambe. I suoi compari erano rimasti disarmati davanti a un comportamento tanto eccessivo. Jean Claude, che non era mai entrato in una biblioteca, ma di intelligenza ne aveva da vendere e sapeva leggere le situazioni, gli avvicinò una sedia con un calcio.
- Ora siediti – disse con freddezza – e non fare più un cazzo finché non ce ne andiamo –.
- Fanculo! – gli urlò contro Patrice, liberandosi della puttanella che stringeva. La poveretta cadde a terra con una giravolta e sbatté violentemente la testa sul pavimento. Perse conoscenza. Parve morta. Renoir l’elettricista perse il controllo e si scagliò contro il complice con tutta la sua forza. Faticò Jean Claude a tenerli divisi.
- Calma idioti, fermi. E’ un lavoro –.
Jordi il muto nel frattempo aveva aggirato la scena e cercò di sorprendere Patrice alle spalle. Ma il corso lo anticipò e con il calcio del mitra lo ferì alla mascella. Poi, ubriaco di adrenalina, si girò verso il direttore e lo colpì in pieno petto con una scarica.
Tutti fiutarono immediatamente la vasca di merda in cui erano scivolati.
- Via via – fece Jean Claude e prese la scia del muto, che sgattaiolava verso l’uscita tenendosi con entrambe le mani la bocca sporca di sangue. Li seguì lesto Renoir, con il suo incedere saltellante per via della zoppia, mentre l’artigliere trovò il tempo di sprezzare il cadavere con uno sputo, prima di prendere per ultimo la porta.

mercoledì 23 maggio 2012

La natura si riappropria della zona di Chernobyl

se ne parla da un po'. sembra che la natura, liberata dalla presenza dell'uomo, si stia riappropriando della zona attorno a Chernobyl, infestata dalle radiazioni. vale a dire: facciamo più danni del plutonio. caccia, pesca, inquinamento e la madre di tutti questi, l'indifferenza, sono peggio delle radiazioni. un spunto. se volete approfondire l'argomento, ci sono tonnellate di libri.
http://www.youtube.com/watch?v=lWlrgsflnNo&feature=g-all-u

lunedì 21 maggio 2012

La chiusura dei poligoni militari in Sardegna sarà discussa al senato


stavo alla presentazione dell'ultimo libro di Massimo Carlotto, mercoledì scorso. lo accompagnava un giovane scrittore esordiente, appartenente al collettivo Mama Sabot, che assieme al proprio mentore ha dato vita ad un romanzo. Perdas de fogu si chiama ed è un noir che, rifacendosi a dati raccolti sul campo, cerca di sensibilizzare il lettore circa le morti sospette da uranio impoverito avvenute negli ultimi anni in Sardegna. questo post contiene il collegamento ad un filmato che parla dell’argomento. ascoltando il giovane scrittore, secondo il quale il poligono del Salto di Quirra sarebbe già chiuso, e da quanto traspare da una normale ricerca sul web, sembra proprio che il lavoro del procuratore Domenico Fiordalisi stia approdando ad un incredibile successo. la chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e Capo Frasca e la riconversione del poligono interforze sperimentale di Quirra sarà discussa questa settimana niente meno che al senato, in ritardo rispetto alla data fissata per il 16 maggio 2012. una bella notizia per tutti i familiari delle vittime dell'uranio impoverito e la prova che un po' di giustizia a questo mondo si riesce ancora ad ottenerla. non so di che parlino ultimamente le soap-opera giornalistiche italiane, ma questo successo dovrebbe essere la notizia di apertura  di tutti i telegiornali nazionali.